venerdì, febbraio 22, 2008

Italy's mess

Mentre rimango in attesa che le storielle simpatiche si coagulino bene nella testa, rimane alto il mio livello di critica generale. Ad esempio, per cose come questa:



questa foto l'ho scattata ieri nell'edicola dell'areoporto internazionale Zaventem di Bruxelles, ed è l'edizione internazionale del 15 febbraio del newsmagazine americano Newsweek, settimanalino di informazione che svenducchia in tutto il mondo tipo 4 millioni di copie (dati del 2003, fonte wikipedia). Se volete saperne di più di quel che hanno scritto, cliccate qui
Ora, il lavoro mi porta spesso in giro e vi assicuro che, al di là delle Alpi, tranne che per qualche bel vestito o alcuni buoni piatti e vini, di noi si parla pochissimo. In una ipotetica rassegna stampa dei vari paesi del mondo, sarei certo che veniamo dopo la Spagna.
Quando qualche direttore decide di fare un approfondimento sull'Italia, escono copertine come queste, che vanno ad affollare edicole negli areoporti, hotels di tutto il mondo, uffici di direzione ovunque e vengono viste da milioni e milioni di persone. Ma vi rendete conto che cosa significhi questo, in termini di appeal-paese?
Non voglio nemmeno entrare nel merito se abbiano detto verità scritte o abbiano lavorato di pura generalizzazione: probabilmente, come sempre, un mix delle due cose.
ma cazzo lo sapete tutto questo quanto denaro perso significa? Quante intenzioni di vacanze in Italia diventeranno prenotazioni in altri luoghi? Quante velatissime ipotesi di investimento in Italia verranno dirottate altrove? Vogliamo renderci conto di quale scarsa considerazione godiamo nel resto del mondo? E non venitemi a dire che sono esterofilo, perchè amo il mio paese e tutte le mille virtù e qualità che solo noi abbiamo, ma cazzo ci siamo fermati e tutti ci stanno sorpassando!
Quest'Italia governata da VECCHI che non mollano le poltrone e non passano la mano, questo paese la cui classe dirigente dell'ultima generazione, senza idee e senza coraggio, ha fallito miseramente lasciandoci un futuro tutto da ricostruire DEVE ESSERE PASSATA DI MANO!
Le nuove generazioni, i giovani che vivono nel rincoglionimento perchè privi di ogni responsabilità mai delegata loro, che dopo la laurea con lode fanno le fotocopie o rispondono al telefono devono devono essere rese ATTIVE!
Migliaia di teste pensanti se ne sono andate, con le loro idee, ad arricchire i paesi esteri. Vanno richiamate in Italia, perchè senza una cultura visionaria moderna e competitiva continueremo ad essere quello che sempre più siamo, cioè non solo il museo ma anche la barzelletta del mondo.
E mentre ci pensiamo, ricalcolano la crescita del nostro PIL dall'1,7% allo 0,7, mentre la Francia e la Germania hanno un punto più di noi, e la Spagna due.
Almeno, quando sentite dire che noi europei siamo tutti sulla stessa barca, non credetegli.

Vice/Manu

venerdì, febbraio 15, 2008

Toh, i manganelli si spezzano come un grissino



Prosegue il processo per la morte di Federico Aldrovandi, e nuovi particolari emersi fanno davvero pensare, per non dire di peggio. Telefonini che squillano a vuoto, nessun testimone oculare, volanti che arrivano e ambulanze che non vengono chiamate.

Manganelli che si spezzano come un grissino.

Un diciottenne mio concittadino, la cui vita si chiude tragicamente dopo un sabato in discoteca e un incontro con le forze dell'ordine, cui fa seguito una "crisi respiratoria" fatale.

Un questore rimosso, la difficoltà di assegnare il caso, la calma apparente nella tranquillità della provincia. Ma soprattutto il coraggio di una madre che non si rassegna all'oblio del rimpianto per non aver cercato la verità. Un blog che muove le coscenze, in attesa che anche quelle degli agenti vengano toccate dalla compassione.

Solo la verità ci potrà togliere la paura verso chi ci dovrebbe proteggere.

venerdì, febbraio 08, 2008

Baustelle, e così sia


Finalmente c'è del nuovo e del bello nella musica italiana, i Baustelle
Comprate AMEN, ruubatelo, tendete l'orecchio, ascoltatelo a volume alto, poi riascoltatelo.
Riflettendoci, non è impossibile resistere al mercato....
Grazie a Vitto che mi ha messo la pulce dell'interesse per loro. Certo, ormai li si vede ovunque e questo disco ha avuto un lancio incredibile, ma cazzo fatemi dire che c'è una bella differenza tra lanciare qualcosa di geniale come Amen e farlo con tutta quella merda che c'è in giro. No?
Ho parlato così bene, che me lo dico da solo: AMEN!
Vice/Manu

martedì, febbraio 05, 2008

il "photoblog" del 2007



No, dico.. ma chi ce l'ha un riassunto illustrato di 365 giorni così bello?

Se non ci sei, manca uno dei protagonisti!!

ev

mercoledì, gennaio 30, 2008

Il nostro bar, la nostra casa


Per lungo tempo, troppo, è andata così, come vedete sopra.
Serranda abbassata, luci spente, zero macchine e zero persone. Ora ha riaperto, e un fremito ci percorre. Il Bar Scandiana!
Sì lo so ce ne sarebbero mille altre da dire qui sopra: il governo cade, la missione in India si cancella, la lobbying a Bruxelles si apre, l'assenza di un amico ora madrileno già lo so che sarà difficile da sopprotare, i weekend mixati con gente diversa ma tutti a loro modo splendidi, che mi rendono così cosciente ed orgoglioso che il tempo speso con ognuno di loro è puro piacere..... tante cose che non dico, perchè c'è qualcosa che ha la precedenza.
Siamo stati tutti più isolati, più scontrosi, più soli direi, con l'assenza del nostro bar.
Perchè come ha detto Vasco Rossi in una felicissima intervista, anche per parecchi di noi c'è stato un tempo in cui "a casa si mangiava e si dormiva, per il resto c'era il bar, che era il salotto e anche l'ufficio..".
E' stato davvero così, quasi come se solo la chiusura dello Scandy ci avesse costretto a diventare grandi, impegnare le giornate di lavoro, viaggiare, qualcuno sposarsi e diventare padre.... solo perchè ci era impossibile continuare i pomeriggi nella sala del biliardo! Noi volevamo continuare a fare quello e solo quello!
Ma ora riapre e per questo tornerà nella nostra quotidianità, riportandoci un pò il senso e il piacere di quel dolce far niente che ha riempito, per periodi brevi o lunghi, i nostri anni postadolescenziali e non solo. Perchè lo Scandy, a seconda di chi entra, è l'accademia del biliardo, L'Inter club, un covo della Contrada di Santa Maria in Vado, la Sede Unica del Gruppo Fefo, l'Università del commento sulla SPAL ed il calcio locale. Perchè non ha niente a che vedere con gli stilosi bar del centro e di ragazze puoi star certo che è difficile che ne incontri. Perchè però se entri sai che ti arriva un saluto caldo, speciale. perchè se vai, a qualunque ora, speri sempre di incontrare l'amico, soprattutto quello che non vedi da un pò. Perchè sentirai sempre una battuta che ti farà ridere, e ti accompagnerà nei giorni a venire.
Perchè ognuno ha un proprio bar, e lo Scandy è il nostro.
Per questo tutti hanno voglia di scrivere della sua riapertura, dagli amici cari sui loro blog fino ai politici di rilevanza nazionale, con un lungo passato da "barscandianisti".
Se devo chiudere con una sola immagine che mi ricordi lo Scandy, per me la prima rimane l'adunata per la partenza per le vacanze in Puglia nel 1993, nei nostri 18 anni... tutti in posa davanti all'ingresso con le nostre magliette nuove e il topo che sorride gigante, dietro.
Naturalmente io non c'ero, sono ricordi di fotografia.. non mi ricordo più il perchè ma raggiunsi gli altri in treno, solo, il giorno dopo... ;-)
Vice/Manu

lunedì, gennaio 14, 2008

Ferrara - Riva Cucina - Berkeley: come si dice sono orgoglioso?



C'è voluto un pò ma alla fine, soprattutto grazie a certi amici, ce l'abbiamo fatta.

Se i ferraresi capiteranno dalle parti della east bay, d'ora in avanti sapranno dove andare per pranzo o cena. Sembra poco, ma quando riesci in qualcosa c'è un che di orgoglio che pervade, ma non tanto per essere riusciti a fare qualcosa che non si credeva possibile, soprattutto per aver forse fatto qualcosa di utile per qualcuno di speciale. Se ne volete sapere di più sul Riva Cucina e la sua storia, cliccate qui. Per vedere l'intervista di Massi a telestense, cliccate qui.

Jen, ever since I watched Telestensey the brighest smile is yours!

E poi, abbiamo portato i "croccali" sul giornale!

Aloha

martedì, gennaio 08, 2008

New year's eve 2007



Serata tranquilla e piacevole et voilà, siamo già nel 2008!
Accompagnati dai fiati dei Kool and the Gang, KC and the Sunshine Band, Bee Gees e tutti i classici della Disco Dance degli anni '70, manco fossimo al revival della Baia degli Angeli mentre invece era il solito Darsena80 che ci ospitava (che si legge Pier80!), nel suo consueto ruolo di porto di mare, siamo scivolati nell'anno bisesto con tutte le nostre aspettative e le guancie arrossate.
Push up, keep on flying amici miei!

PS: questa è la foto migliore che avevo, figuratevi le altre...

Aloha!

ev

London, a loved jump!



Londra, ogni tanto bisogna andare. Cambia sempre, è sempre la stessa.
Gente, chaos, ragazze con guardaroba sempre troppo estivi, camminate, sms sbavanti, CD acquistati, calcio, gru in azione, ricordi, i Verve nelle orecchie, l'idea di andare ad Abbey Road, cene orribili ma internazionali e piene di sorrisi, inglese non stentato ma incompreso, Queen Elizabeth in tasca, serate a Soho, shopping a Paul Smith outlet, ricordi, the Tube, Glocester e Leicester, Gallerie Moderne gratuite, il mondo che passeggia lungo i marciapiedi, Sleeepers nelle orecchie, 4-4-2, Time out and The Big Issue, "Mind the Gap", i concerti sognati e gli stadi esauriti, gli struggenti ricordi, la personale promessa che fino ai 40 ci andrò tutti gli anni perchè è così e basta.

Aloha

ev

New year's eve 2007

venerdì, dicembre 21, 2007

Il lungo viaggio



Ora,
immaginatevi di percorrere questa strada (che esiste, si chiama 1 e corre lungo l'oceano pacifico tra la California e il confine con il Canada - la foto l'ho scattata io).
A piedi, in auto o, come è successo a me, su un pick up. Infilatevi l'Ipod, accendete la radio e ascoltate l'inizio dell'ultimo album di Ben Harper.
Ecco che attacca "fight outta you", siete pronti a muovervi e, finalmente, pensare.
Perchè non ci sono distrazioni, solo il tramonto, le onde, il vento, l'asfalto e voi.

La prima cosa che salta in mente è che la strada da fare è tanta, tanta per raggiungere quelle luci in fonto, ma molta di più dopo, ben oltre le montagne o la linea dell'orizzonte. E' la linea della vita, una linea su cui ognuno di noi ha scritto qualcosa, e giorno dopo giorno si sforza per aggiungere qualcosa che sia piacevole, bello, curato.

A volte conviene guardare in basso, pensando al passo dopo passo, accerchiati dalle 1000 contingenze che ci riempiono la giornata a volte è già un miracolo riuscire a stare in strada, figuriamoci alzare gli occhi.
Altre volte, come ora, è una bella giornata chiara e tersa, proprio adatta a rallentare e guardare là in fondo, alla fine della "lifeline".

Cosa ci vorrete scritto, sopra a quella linea, quando alla fine vi volterete indietro per guardarla un'ultima volta? Sta tutto qui, far collidere le intenzioni alle azioni, accantonando l'idea che il compromesso sia un comandamento non scritto.

Un amico ieri mi ha ammonito, citando uno storico statista americano: "Chi rinuncia alla libertà in cambio della sicurezza non merita, né mai avrà, l'una e l'altra". Sta tutto qui.

Se la strada è curva, e si è deciso di percorrerla in diagonale come ho fatto io, l'unica via di fuga è di prendersi delle libertà, forse rischiando alla sicurezza di viaggiare sempre in mezzo, ma cogliendo tutte le opportunità di rendere più interessante il viaggio. In modo da scrivere di più, e meglio, cose nuove e dunque interessanti.
Arrivati a questo punto l'album volge al termine e siete ormai alla suite finale, Ben harper ci rapisce e ci saluta ma poca strada è stata fatta, il cammino rimane intatto e molti altri album dovranno passare.

nel frattempo, tra un corridoio di strette di mano e un silenzio assordante, ho capito ancora una volta che per piacere ed innamorarsi non occorre vincere, spendere, urlare: basta essere i migliori sè stessi. I compagni di viaggio lo renderanno più pieno, più complesso, più scritto.

ev

Mockba 860!



Dimenticavo Mosca (e molto altro!) in questo 2007.
Per me ha significato: affollamento, esibizionismo, segreti, grandezza, incomprensioni, stentati "Spasjba!", donne meravigliose e uomini cavernicoli, senso di assenza della religione dogmatica, gente aperta e calorosa, donne meravigliose, lunghio controlli, attimi d'isterismo per lo smarrimento del passaporto, stridente contrasto tra ricchezza e povertà, una metropolitana incredibile e incomprensibile, una festa di compleanno alla città, il senso di una Russia "americanizzata" e, ancora una volta, donne meravigliose.

ev

mercoledì, dicembre 19, 2007

QUIÉN MUERE…?

Muere lentamente quien se transforma en esclavo del hábito,repitiendo todos los días los mismos trayectos,quien no cambia de marca. No arriesga vestir un color nuevo y no le habla a quien no conoce.
Muere lentamentequien hace de la televisión su gurú.
Muere lentamentequien evita una pasión,quien prefiere el negro sobre blancoy los puntos sobre las “íes” a un remolino de emociones,arriesga lo cierto por lo incierto para ir detrás de un sueño,quien no se permite por lo menos una vez en la vida,huir de los consejos sensatos.
Muere lentamentequien no viaja,quien no lee,quien no oye música,quien no encuentra gracia en si mismo.
Muere lentamentequien destruye su amor propio,quien no se deja ayudar.
Muere lentamente,quien pasa los días quejándose de su mala suerteo de la lluvia incesante.
Muere lentamente,quien abandona un proyecto antes de iniciarlo,no preguntando de un asunto que desconoce ono respondiendo cuando le indagan sobre algo que sabe.
Evitemos la muerte en suaves cuotas,recordando siempre que estar vivo exige un esfuerzo mucho mayorque el simple hecho de respirar.
Solamente la ardiente paciencia hará que conquistemosuna espléndida felicidad.

Pablo Neruda (atribuido)

martedì, novembre 20, 2007

SF


Dopo Mosca, Parigi, Las Vegas e prima del ritorno in Emilia, la baia.
che per me è stata riposo, oceano al tramonto, commuting. Foto, camminate, tuffi al cuore. Taxisti pazzi, sermoni, parole in itanglese. Foto meravigliose davanti a un ponte, una città, un oceano. Ristoranti amici, collegamenti wifi, pazze risate sugli slang in ferrarese. Promesse di rivederci, happy cows e green culture. Lunghe autolettere al rientro, organizzando svolte che forse non ci saranno mai.
It's definitely one of a kind, this place.
I left, again, my heart in San Francisco.
ev

lunedì, novembre 19, 2007

Parigi



Armonia, storia, lavoro, fascino, stile, luci, cene, amicizia, tanto parlato, ragazze armoniose che indossano ballerine, cieli tersi, pane croccante, tanto riso, una coupé nera, poche parole in francese, il giallo e il verde nella torre, cucina libanese, in traffico parigino, la gréve, l'isterica simpatia delle mogli, gli sms e la creatività italiana. Le strette di mano.

ev

mercoledì, agosto 01, 2007

Addio celeberrimo maestro vanto di Ferrara



Michelangelo Antonioni 1912 - 2007




Un grido, un'avventura, un ingrandimento, una professione.
I silenzi, le inquadrature, l'esser sempre precursore e controcorrente.


Scompare il più grande ambasciatore di Ferrara nel mondo, grazie.




mercoledì, giugno 13, 2007

Cose difficili

Come diceva quel pezzo, cose difficili di cui parlare, quando lei ti sfiora..
Però ho tempo, è giugno e tutto quanto gira in circolo, è il momento di fare il punto.
E' il 2007 ma, dopo almeno 12 anni, per me è sempre il 1995: la mezza stagione si dilata sempre più, in controtendenza con l'universo che mi ruota intorno.
Voglio dire, c'è davvero così tanta differenza tra i 20 e i 32 anni? La mia testa e la mia pancia dicono il contrario, perchè non dovrei creder loro?
Fosse per me, sarebbe ancora tempo di far mattina appena posso, andare senza programmare, vivere senza pensare, fantasticare su cose assolutamente slegate al reale, sognare una impossibile vita parallela da qualche altra partre (Firenze, londra, Bay Area..) anche se non ho mai sofferto di particolari costrizioni e mi sento, profondamente, figlio della mia terra.
Lo dico spesso, sono molto molto fortunato. Faccio un lavoro che amo, godo di ampia autonomia e, infine, continuo ad essere prima di tutto un pensatore indipendente.
Attorno a me le cose cambiano, le persone cambiano ma in realtà non riesco a capire se cambiano le persone o il tempo fa cambiare le persone.
La mezza stagione pare essere quasi finita, in molti attorno a me. Davvero?

Un'altra frase-guida è sempre stata "segui quelli con cui sognare puoi", ed io ho sempre fatto così, consumendo letteralmente due macchine per farmi sempre trovare presente laddove il richiamo mi spingeva. Ora, un giro di amicizie davvero ad alta sintonia sparse per i miei luoghi è ancora davvero forte, ha il potere di cambiarmi umore e il punto di vista sulle cose. La gente che fa sognare, con cui puoi sognare, esiste.

E allora mi dico: è possibile evolvere nelle relazioni continuando a coltivare tutto questo, che rappresenta il mio passato ma è anche il costante feeder di ciò che sono ora? E' la mia sfida per il futuro, per cercare di rimanere me stesso ed evolversi, solo seguendo l'esempio di chi c'è riscito prima di me, senza dividersi tra un "prima" e un "dopo", ma scivolando attraverso la sua mezza stagione che l'ha fatto passare sì, ma godendosi appieno la fase in cui "stava passando".
Voglio dire: se 0 significa che la vita mi ha portato dove ha voluto lei, e 10 io ho portato la vita sul mio sentiero, sono certo di essere almeno ad 8, e senza alcuna bussola, con il solo fiuto del mio naso.
E poi sono certoche, in fase di "debrief" della mia vita, saranno proprio questi gli anni che ricorderò in modo più struggente, ciò che conta sul serio è continuare a scommettere su ciò che si ha, non continuare a "passare" quand'è il proprio turno!!

Il messaggio sul rimanere folli e giovani è ancora fortissimo, e ho una gran voglia di disegnare altri puntini che poi si uniranno....

Aloha

mp

giovedì, maggio 31, 2007

Il mio primo baby, oh yeah!

Finalmente ce l'abbiamo fatta...


A finire questo, voglio dire.

Bello. tre telefonini, tutti che suonano, tre suits utilizzati, tutti sudatissimi. Quattro camicie, cinque cravatte.
Chilometri percorsi lungo i padiglioni, dentro e fuori, parlato, sudato.
Un appunto veloce, un numero di cellulare, accento milanese, torinese, romano, moolto romano, bolognese, siciliano. Una babele di lingue.
Francese, spagnolo, ungheresi che ci provavano in inglese, giapponesi con suoni gutturali.
Registi famosi, letterine, comici.
Reti, assistenza, centralità del cliente. Luca Cordero di Montezemolo. Stile e innovazione in mostra.
Americane simpatiche e un pò in carne, consulenti diventati amici, consulenti stronzi.
La collega che cerca di rincuorarti, la cliente che ti tratta miseramente. Il presidente che si affanna per soddisfarti
Il mio lavoro, la mia vita da almeno 100 giorni a questa parte.
Ora è finita, non vedo l'ora di ricominciare.
ev

giovedì, aprile 26, 2007

What do we have to do to get your attention?

Pensare alla sottile enorme differenza tra organizzazione ed emergenza, porta inevitabilmente a guardare con interesse a tutto questo.

L'altro giorno, tutti i media (e i new media) hanno speso i titoli di apertura per annunciare che, nei prossimi mesi, in Italia si vivrà una vera e propria "emergenza" idrica ed elettrica, con il calo delle precipitazioni che abbiamo vissuto dall'autunno scorso. Certamente vero, però perchè non focalizzare l'attenzione anche su altri aspetti?

C'è sempre sole, perchè non pensare quindi al ricavare da lì l'energia in futuro?

Siamo attorniati dall'acqua, e tutti gli esperti insistono ad affermare che il livello dei mari è destinato a salire per il prossimo scioglimento dei ghiacciai. Perchè non pensare di dotarsi di attrezzature in grado di trasformare l'acqua salata in dolce, per l'utilizzo quotidiano delle città?

Troppa programmazione, tutto qui. Non ne abbiamo mai avuta, perchè dovremmo usarla ora?



La croce rossa della Bay Area ha adottato un approccio un pochino diverso, decidendo di avvisare la popolazione di San Francisco che, presto o tardi, il "Big One" arriverà, e saranno cazzi. Però, visto che già una volta da quelle parti qualche danno (e qualche migliaio di morti) l'ha fatto, s'è pensato che forse vale la pena di essere diretti e sparare immagini forti, ricordando che delle semplici regole di preparazione e prevenzione possono trasformare il futuro prossimo possibile di ognuno di noi. Embarcadero e Market Street trasformati in scenari apocalittici, apre gli occhi eh?

Date un'occhiata qui, quante cose possono nascondersi dietro la parola prepare


Aloha

venerdì, aprile 06, 2007

Collegamento polisensoriale: vista-udito

C'è una cosa davvero strana che mi succede quasi sempre, che lo voglia o no (e spesso lo voglio, ma spesso accade e basta, nel senso che non ci penso proprio ma comunque succede), quando affronto un viaggio (e Dio solo sa quanto sto già agognando il momento che tornerò a farlo, il più presto possibile spero.... è proprio vero sono un incontentabile infelice! Prima viaggio come una trottola e mi lamento, poi non viaggio più e mi lamento..... ecchecchezzo!). Vedo delle cose, e da grande visivo (Teoria della Programmazione Neuro Linguistica, che ci suddivide tutti d'acchito in visivi, auditivi e cinestesici) quale so di essere, ricollego tutto alle immagini.


Spesso, il link più forte che si imprime, che si impressiona come se fosse su una pellicola di cellulosa, è un pezzo musicale, una canzone, perchè in fondo di melodie, è davvero pieno il mondo.


Poi questa traccia perdura, rimane, non se ne va... e se capita di ritornare a sentire, settimane o mesi dopo, quello specifico pezzo, quella melodia, ritorna tutto alla mente, dall'immagine da associare immediatamente (spesso in grand'angolo..), ai particolari in cronaca (quegli occhi, quella chioma di capelli, quegli stivali o quel culo..), fino agli odori e all'intero mood della scena.


E' una droga, qualcosa che dà allo stesso tempo piacere e dipendenza.


Così, ora e per sempre il terminal internazionale di San Francisco in attesa di tornare, a novembre scorso, è "The Train" di Outkast.


La collina di Lombart Street, sempre nella città dei fiori ma nel 2004, è "Clocks" e una meravigliosa fischiettata in macchina in compagnia.


La mia immagine di Londra, lungo un tunnel di raccordo andando a prendere la metro lungo la linea Hammersmith, è un tipico utente dei pub britannici, orgoglioso della sua pinguetudine e della sua voglia di calciare lattine di birra, che intona ad alto volume la neonata "Elettric" di eccentrica ed ironica oasisiana-beatlesiana memoria.


E poi tante, tantissime altre, da "Home" di zero7 lungo il bagnasciuga della spiaggia di Rimini, correndo al tramonto, fino alla Roma da liceale adolescente, cantando insieme Luca Carboni (pensa te!)


E poi le ultime... il taxi che mi riporta all'areoporto internazionale Ataturk di Istanbul, e la radiolina all'interno che spara "Now why d'you wanna go and put starz in their eyes.." e poi, mentre scendo ed entro nel fantastico terminal magicamente riprende "... and it's a long way to come from the dog and duck karaoke machine.. and saturday night's drunken dreams!" (Just Jack - Starz in their eyes, chi se li ricorda tra tre mesi??).


Infine Madrid, dove di ricordi ne ho tanti e suoni nessuno, ma grande vicinanza nei modi di vivere e una spensieratezza che noi abbiamo perso... ci voglio tornare presto, in Spagna, anche se non andrò a presenziare a conferenze stampa come queste (de putamadre!) nell'atmosfera glamour e incantata del Santo Mauro, pareva d'essere Beckam!



lunedì, marzo 26, 2007

da prima a terza (la cetriolata)

Vedo solo ora che il survey cui ho fatto riferimento ci colloca, nel 2006, non più al primo ma al terzo posto come brand-paese di valore turistico (le mie conoscenze di primato si riferivano al 2005).
Comunque sia non male lo stesso, forza cetriolo riportaci in vetta!!

mp