martedì, luglio 29, 2008

Il concerto dell'anno


In fondo in fondo, è il sogno di tutti: fare un concerto da protagonista di fronte ai propri amici. E, sempre in fondo in fondo, anche sposarsi lo è, dai (o almeno, allargando il concetto, trovare la donna della propria vita).

Gio ha fatto entrambe le cose nell'arco di 6 ore, tirando così una bella riga su due punti della lista delle cose da fare prima di lasciare questo mondo. Ha infilato un anello al dito della ragazza che gli stava di fronte alle 4 (e qui ve lo immaginate già, per cui tralascio descrizioni e commenti), ed è salito sul palco alle 10, coadiuvato da una band pensata e "messa in piedi" da lui, tra cui un amico di una vita, e ha cantato la "sua" scaletta, quella che vedete sopra.

Avrei voluto essere al suo posto, perchè davvero ci ha fatto, e ci hanno fatto, divertire come non mai, rendendo il rinfresco post matrimonio un vero evento e regalandoci una mezzora indimenticabile.


Naturalmente la folla di invitati è andata in visibilio da subito, ed appena è partita la "Vasco session" con Lunedì, sembrava d'essere a San Siro. Gioia, talento, condivisione, libertà, fantasia, amicizia, amore e molto altro si sono ritrovate nel chiostro e per un pò ci hanno mostrato tutto il bello e il giusto che c'è dentro e fuori di noi.



La neo sposa, ignara di tutto fino a cinque minuti prima, s'è sciolta di fronte alle dediche prese a prestito dalle migliori liriche di Jovanotti e De Gregori. Ma è con i super classici finali e con i ringraziamenti che s'è raggiunto l'apice, con l'abbraccio collettivo che ha reso questa sera di luglio davvero indimenticabile.

Sono sempre i particolari che fanno la differenza, e il senso della serata sta tutto nelle pizzette fredde di Benito magicamente apparse a mezzanotte. Tutto perfetto, ci conosciamo davvero bene. Sei sempre tu il nostro comandante.

Menzione speciale al "Boss", davvero il numero 1 di questa sera speciale che ci ha ritrovati così vicini.


mercoledì, luglio 09, 2008

Questa non è un'opposizione, questa non è la sinistra

Ho avuto modo di vedere in tv di sfuggita, e leggere un pò distrattamente sui giornali, della manifestazione detta "Anti Cav". Il mio commento è: ma che spazzatura è questa?
Ma che razza di turpiloquio circense è stato messo in piedi, con raffiche di insulti a ruota libera non solo contro il Presidente del Consiglio, ma anche contro il Papa e il Presidente della Repubblica?
Ma era appoggiata dai girotondi e l'IdV + Grillo, direte voi. Il PD ne era fuori, come Casini.
Va bene: ma che stanno a fare questi? Litigi sul sesso degli Angeli, distinguo, confronto interno... ma scherziamo davvero?

Ormai tutta la sinistra, aldilà delle etichette, cavalca concetti superati dalla storia e anche dalla società. In Spagna Zapatero porta il paese all'avanguardia con decisioni emblematiche circa la laicità dello stato, la parità dei diritti, l'equità sociale. Da noi? Si litiga e ci si guarda allo specchio.

Credo che, insieme all'attuale maggioranza di governo, tutta l'opposizione nelle sue varie forme sia altrettanto connivente in quella che è stata una perfetta azione di "techizzazione" (se mi si passa il termine) della politica. Effetto "Isola dei famosi", insomma: di là loro, di quà il paese, che guarda, si lagna, sgobba, ruba, frega, si impoverisce, si arricchisce, si polarizza e se ne frega.
Rimango convinto che una profonda differenza tra gli schieramenti sia che il Popolo delle Libertà il suo elettorato lo sappia ascoltare, e molto bene: ai loro elettori del "Salva Rete4" o del "Lodo Alfano" non interessa, l'importante è che venga concessa la libertà di operare (o di connivere, al sud).
La forza delle sinistre, soprattutto quella postcomunista in cui mai mi sono riconosciuto, è sempre stato il forte contatto con la base, con la gente che lavora e si ritrova in un anno benzina, pasta e pane (beni di consumo quotidiano) aumentati del 30-50%. Potere d'acquisto dei salari azzerato. Scuola per i figli dequalificata. Sicurezza dell'aetà pensionistica svanite. Ora le comunicazioni sono a zero. Quando è avvenuto questo distacco?

Pare che si possa parlare solo di sicurezza, che naturalmente è un tema importante, ma cazzo ce dell'altro che si trascura e perchè? La sicurezza sul lavoro! L'innovazione tecnologica! I CONTRATTI DI LAVORO forse buoni negli anni '70 ma totalmente inadatti oggi. E chi parla alla gente (come minimo il 43% dell'elettorato che non ha votato per la maggioranza e che, a naso, a sti temi è molto interessata) di queste cose?

Come mai a sinistra nessuno si sente investito del DOVERE della rappresentatività? Davvero per noi a parlare per noi sono rimasti solo Grillo, la Guzzanti e Travaglio - tutte persone più o meno accettabili, ma nient'altro che presunti comici o giornalisti?
L'intera classe politica rappresentativa dei valori progressisti e democratici secondo me è da abbattere e ricostruire dalle fondamenta: l'alternativa è un periodo potenzialmente infinito di "dittatura soft" del leader conservatore di turno.

ev

mercoledì, luglio 02, 2008

Before....

Che strana sensazione pensare che Londra per me sta diventando "uncountable"... alla domanda: quante volte ci sei stato? Ormai fatico a rispondere, e devo mettermi mentalmente a contare.
Era, è e sarà sempre uno dei miei tre "centri del mondo", i luoghi entro i quali si triangola il mio segnale e i miei messaggi.
Ci si va per mille motivi diversi, e sempre gli stessi. Per l'avanguardia e il passato, con le solite facce e gente nuova, verso i tornelli di alcune fermate della Tube girati mille volte e posti mai visti prima.
Ci si va perchè non c'è niente in Italia che nemmeno ci avvicini a quella dimensione, e il provincialismo ci tiene sempre più con la testa bassa.
Ci si va per vivere!
Ho armato l'Ipod, per i ricordi e la fantasia: "Trainspotting - O.S.T."; "Beatles - Abbey Road"; "Oasis - Whatever (CD single)"; "Sleepers - The it girl".
A presto mates!

Vice/Manu

giovedì, giugno 26, 2008

Sta tutto qui?

"Successo significa andare da fallimento a fallimento senza perdere entusiasmo".

Winston Churchill - Il più illuminato conservatore della Storia.

martedì, giugno 24, 2008

Italia

Lavorare stanca, ma a volte mi dà la possibilità di vedere posti del genere.








Più viaggio e più mi rendo conto di quanto l'Italia sia la vera e propria tesoreria delle bellezze artistiche e naturali del mondo.
Chi indovina dov'ero? Suggerimentino che capiranno in due: bipompica!
Sempre vostro
ev

mercoledì, giugno 11, 2008

Dubailand

E venne il giorno che andai a Venezia e presi un aeroplano per gli Emirati Arabi Uniti, precisamente per Dubai.
Stetti quattro giorni, poi tornai in Emilia, a casa mia, sempre via Serenissima ("Se te gà l'aparecchio te ghe lo dirà, dio càn!").
Perchè sì, dopo soli 4 giorni me ne andai da quel Dubai afoso, calorifero, ammorbante.
Me ne andai da quel Dubai futurista, immaginifico, enorme. Quel Dubai-cantiere.
Eccerto, me ne andavo da quel luogo di religione, di affari, di soldi di fighe russe di emiri di grattacieli di palme di mondi di vele di cantieri, di acqua col sale e senza sale.
E me ne andai da quell'hotel col receptionist sudafricano, la concierge tunisina, la cameriera malese le puttane ucraine le inservienti pakistane e i proprietari americani.
Me ne andai da quel posto che fa anche 5 gradi all'alba in gennaio, ma anche 30 a febbraio financo 40 de notte e 50 di giorno a giugno.
Me ne andai dal Dubai della Emirates delle Dhiram, della sabbia, delle strade del mare lontano delle piscine del sushi dei "tremendous deal", quell'oriente così occidentale così ricco così finto così alieno.
Me ne andai da quelle pompe di benzina a 18 centesimi di euro al litro, da quel caldo maiale, da quell'acqua schifosa e sinonimo di riccheza, me ne andai da quel finto pulito e vero sporco.
Me ne andai da quel Dubai di merda! E mi misi in affari con l'Oman.

Sempre vostro

Vice/Manu

Soundtrack:
Remo Remotti - Mamma Roma, addio!

mercoledì, maggio 28, 2008

Ci pensavo da un pò, e non solo io.. Che città sei?

Non prendetemi per matto (e scusatemi per l'assenza, ma i cieli d'Europa solcati in orizzontale, verticale e diagonale hanno influito... e poi avevo troppe cose da dire e non mi decidevo), ma questa domanda mi ronzava in testa ormai da anni, soprattutto da quando alcuni amici hanno compiuto la scelta consapevole di cambiare città, nazione e hanno deciso di farlo per la vita.

Perchè accade tutto questo?

Ora, è noto a tutti come Nick Hornby, alcuni amici ed io viviamo di classifiche e guidiamo la nostra vita grazie a loro. Ne ho redatte di ogni genere negli anni, da quella sul miglior terzino sinistro della Fiorentina a quella sul migliore "B side" dei singoli degli Oasis, ma sulle città no, non sono riuscito mai a metterle in aperta comparazione. Troppe cose da buttare sulla bilancia del confronto, dal clima agli intrattenimenti, dalle chance di lavoro a quelle di vita.. e poi il posto in cui si nasce dà un certo tipo di imprinting che non puoi poi "lavare"... anche se molti sembrano stare bene solo lontano dalla propria hometown, oppure dopo un lungo periodo passato all'estero si riscoprono persone nuove.

E dunque?

Una risposta americanocentrica arriva dall'economista visionario Richard Florida, il quale dopo aver enunciato nei suoi precedenti scritti la propria teoria circa l'Economia della "Classe Creatività" e di come essa governerà il mondo del futuro (più idealista che neorealista il ragazzo..), arriva con questo nuovo libro "Who's your city"(chissà mai se arriverà in Europa arricchito di nuove sezioni ad hoc) a indicarci la via del nostro futuro, nel posto più adatto a noi.

"La nuova classe creativa sta rendendo sempre più il luogo in cui vivere la più importante scelta della nostra vita!", questo il suo postulato di partenza. In effetti, per certi versi è lapalissiano: un pubblicitario si troverà meglio a Milano, un broker finanziario a Londra o NY...
Però c'è dell'altro.

C'è la parte non facilmente misurabile, quella offerta dai viaggi, dalle amicizie, dagli amori vissuti in luoghi che rimangono nella mente e poi finiscono con il ritornare. Oppure da casi della vita (I tipping points!) che ci fanno piovere in un posto e non abbandonarlo più.

Fino a un paio di generazioni fa, questi concetti non avrebbero trovato spazio, se non tra gli emigranti. Si nasceva e si cresceva in un posto, e l'eminenza grigia al massimo era il farmacista del paese.

Ma ora no, viviamo nell'economia del trasporto e della multiresidenzialità di vita.
Sarà il prossimo viaggio in Dubai a suggerirmi tutto questo, ma anche pensando a me stesso, pur rimanendo profondamente legato al mio triangolo territoriale emiliano-romagnolo, che rappresenta il germe di tutto quanto sono ora, anche io ho almeno tre città-sogno nelle quali sto vivendo vite parallele ed immaginarie, che magari potranno diventare vite future: Firenze, Londra, San Francisco. Ci sono mille ragioni e nessuna, ma ormai mi considero non un viaggiatore ma un pendolare da e per quei luoghi.

E voi, ci sono luoghi del cuore, città in cui avete vissuto, vivete o vivreste che pensate vi possano rappresentare al meglio, nelle quali tirereste fuori il meglio di voi? O è solo il luogo in cui si nasce la vera città che siamo?

E su questa scia il discorso credo potrebbe allargarsi alle professioni, ma anche al concetto stesso di famiglia. Facile dirsi controcorrente o spiriti liberi, più dira liberarsi degli schemi o delle convenzioni.

Un'amica recentemente mi ha suggerito: "ognuno dovrebbe definire il proprio concetto di famiglia, quindi metterlo in pratica" e mi ha trovato d'accordo. Nelle convenzioni ce n'è una sola, per chi non l'accetta la soluzione è la fuga o l'accettazione dello stato delle cose. Invece si potrebbe cercare di perseguire davvero i propri presupposti di benessere e felicità, soprattutto quando si ha la straordinaria fortuna di riscire a condividerli con qualcuno.

E come si fa, quando si cresce nella convinzione di dover diventare ingegnere, quando invece dentro ci si sente tanto cuoco? Occorre coraggio per essere all'altezza dei sogni che ognuno di noi crea. Nella città giusta, forse è più facile tradurli in realtà.

Quello che davvero ci manca, in misura diversa ma davvero un pò a tutti in Italia, è il coraggio di seguire ciò che davvero si è. Speriamo arrivino presto quei giorni.

While reading this, please listen to:
- Radiohead; Creep
- Red Hot Chili Pepper; Under The Bridge
- Pink Floyd; Any Colour You Like
Vice/Manu

martedì, aprile 29, 2008

Tra gli Highlander

Una volata a Glasgow... prima del roadshow di maggio.
Ragazzi, oh com'è allegra la Gran Bretagna!




Ma soprattutto che calore, orgoglio, rispetto.
Che bello meritarselo, che bello emozionarsi per un applauso che forse ha cambiato per sempre la mia percezione su queste cose.

E voi, quand'è stata l'ultima volta che vi siete emozionati per qualcosa di totalmente inaspettato?

A Roma Papa tedesco, sindaco alemanno.... e tutti che svoltano sempre a destra! Ma in provincia precedenza a sinistra!

Soundtrack del post:
Goldfrapp - Happiness

Vice/Manu

martedì, aprile 15, 2008

Diamoci al giardinaggio dei "Fiori del male"


Abbandono in fretta l'argomento di sotto, e passo ad altro..
Dopo un pò son tornato a vedere un concertino intimo, i Baustelle.
Loro bravi, gli intermezzi di Battiato apprezzati, le vecchie canzoni son sembrate le meglio interpretate, tutta la piccola folla si è innamorata di Rachele, gli ammonimenti nei testi spero siamo stati raccolti.
Vederlo con amici cari e nuove conoscenze, aggiunge sempre qualcosa di essenziale alla scena.
Una cosa di nicchia, insomma, ma di classe aussi.
Per il resto, con l'aria che tira, possiamo darci al giardinaggio... Per fortuna non avevo ancora pagato il bollo della macchina! (non è mia, è una cit. dal blog di Linus - linus.blog.deejay.it
PS: ringrazio sentitamente i due lettori che non commentano (dai fatelo!) ma mi dicono in faccia che leggono e apprezzano il blog! Non sapete quanto mi fa piacere sentirmelo dire.
A presto
Vice/Manu

lunedì, marzo 31, 2008

13 giorni alle elezioni. Votiamo? Che COSA votiamo?

In effetti il tema è di attualità. Pur restando forte il mio scetticismo sulle opzioni in campo (e sul valore stesso del voto, tra le altre per l'attuale legge elettorale, ma non solo..), ho trovato questo interessante test che mi ha dato il seguente risultato:


Praticamente un socialista. Te pareva... peccato che dietro un simbolo e ideali bellissimi, ci siano facce piatte impossibili da ricordare.
E voi, dove siete sulla mappa?

PS: look at the counter!

Vice/Manu

giovedì, marzo 20, 2008

Spring is in the air, cool music on air!

E finalmente, pare che ci siamo.
Primavera: luce, colori, odori.
Musica che esce dai finestrini aperti...
Qui a Bologna non può non essere l'ormai adolescente carboniana...

"..Di colpo,
oggi come allora, la stessa
fatica a stare, in casa
e annusando l’aria, di nuovo
con la stessa smania, di allora
con la stessa voglia, di andare.. "

e la venticinquenne evergreen, sparata direttamente dallo stereo di una R4

".. Aaaaaaaaaaaaaaria,
ti respiro ancora sai
nell'aaaaaaaaaaaaaria,
ti scaccio ma ci sei!
voooooooooooooooglia,
tanta voglia dentro me.. "

o addirittura liriche e melodie britpop da eterno sabato del villaggio:

"..And I want you to know
I've got my mind made up now
But I need more time
And I want you to say
Do you know what I'm saying?
But I need more ....
Coz I'll be you and you'll be me
There's lots and lots for us to see
There's lots and lots for us to do
She is electric, can I be electric too??!!"


E d'un tratto si moltiplicano incontri, progetti di vacanze, notti in giro, viaggi in macchina, voli per il mondo, nuovi progetti.. toh anche sogni.. bellissimo!!!!!


Vice/Manu

mercoledì, marzo 12, 2008

The "Tipping point"

Sapete bene che capita a tutti noi, rare volte, di vivere episodi minimi, godere di momenti leggeri, semplici e piacevoli che, presi da soli, non dicono o muovono proprio nulla ma in un preciso e definito momento generano qualcosa di conseguente ed enormemente più grande, tumultuoso magari, certo definitivo. Quel preciso istante del cambiamento, sia esso voluto o indotto, è il "tipping point".
Come una piccola cosa può fare una grande differenza, dice Michael Gladwell nella sua opera saggistica in cui affronta il tema: può essere applicato dalla diffusione del raffreddore (o AIDS)fino alla vendita degli Ipod, poichè vale sempre la "regola dei pochi", che muovono i comportamenti delle masse.
Ma è delle conseguenze private e personali, piccole azioni che virano l'intera vita in maniera definitiva, che volevo parlare.
C'è chi alza gli occhi e vede la donna o l'uomo che cercava da sempre e la sposa, chi perde un aereo per il rientro, chi risponde ad una telefonata, chi accetta una promozione al lavoro e chi cambia programma all'ultimo: la volontà e il fato sono intrecciati.
Per vivere questi momenti occorre dunque un "innesco", ma applicato ad una situazione ambientale, interna ed esterna, ideale.
Naturalmente possiamo averli vissuti, o solo sognati di vivere; comunque sia, da quegli attimi, sempre rari ed ineffabili per definizione, deriva una trasformazione irreversibile.
Ne volete alcuni miei?
Un "no" ormai teenager, detto ad un'amica che però era qualcosa di più, che ovviamente mi ha portato a quello che sono ora (ricordarsi nel dubbio di dire sempre di sì!).
Un annuncio appeso alla bacheca della facoltà di Scienze Politiche di Bologna, nel giugno 1994, che mi ha guidato verso il periodo dell'eccesso e della felicità (attaccare sempre biglietti, chiedere, informarsi!).
Un abbraccio alcoolico alle tre del mattino nell'estate svagata del 2003, seguito esattamente dalle azioni che andavano fatte e dalle parole che andavano dette per unire due persone per la vita (dire sempre, alle persone importanti, quel che si pensa di loro!).
La risposta a quell'annuncio di lavoro su un sito web che sembrava finto, e che mi ha portato dritto dritto in giro per il mondo (mai restare con le mani in mano!).
Il biglietto che non ho voluto metterle nella borsetta, quella sera in pizzeria (believe in your sixth sense!).
E voi, quali sono stati i vostri "tipping points"?

Chissà se stiamo per viverne uno imminente, o se gli abbiamo gli appena chiuso la porta in faccia.


Colonna Sonora del post:

Lauryn Hill - Everything is everything
Amy Winehouse - Tears Dry On Their Own
Joss Stone - Music

martedì, marzo 04, 2008

Il destino nei numeri: 2-3 il 2/3!!

Mi ero ripromesso di non parlare più di calcio qui sopra perchè è naturale cadere nelle considerazioni da tifoso, ma questa gioia è troppo grande per essere tenuta nascosta. Grazie ai numeri sarà facile ricordare l'impresa ma ditemi: chi ha sceneggiato questo film? :)





Il sole di domenica, non lo dimenticherò mai.

Vice/Manu

venerdì, febbraio 22, 2008

Italy's mess

Mentre rimango in attesa che le storielle simpatiche si coagulino bene nella testa, rimane alto il mio livello di critica generale. Ad esempio, per cose come questa:



questa foto l'ho scattata ieri nell'edicola dell'areoporto internazionale Zaventem di Bruxelles, ed è l'edizione internazionale del 15 febbraio del newsmagazine americano Newsweek, settimanalino di informazione che svenducchia in tutto il mondo tipo 4 millioni di copie (dati del 2003, fonte wikipedia). Se volete saperne di più di quel che hanno scritto, cliccate qui
Ora, il lavoro mi porta spesso in giro e vi assicuro che, al di là delle Alpi, tranne che per qualche bel vestito o alcuni buoni piatti e vini, di noi si parla pochissimo. In una ipotetica rassegna stampa dei vari paesi del mondo, sarei certo che veniamo dopo la Spagna.
Quando qualche direttore decide di fare un approfondimento sull'Italia, escono copertine come queste, che vanno ad affollare edicole negli areoporti, hotels di tutto il mondo, uffici di direzione ovunque e vengono viste da milioni e milioni di persone. Ma vi rendete conto che cosa significhi questo, in termini di appeal-paese?
Non voglio nemmeno entrare nel merito se abbiano detto verità scritte o abbiano lavorato di pura generalizzazione: probabilmente, come sempre, un mix delle due cose.
ma cazzo lo sapete tutto questo quanto denaro perso significa? Quante intenzioni di vacanze in Italia diventeranno prenotazioni in altri luoghi? Quante velatissime ipotesi di investimento in Italia verranno dirottate altrove? Vogliamo renderci conto di quale scarsa considerazione godiamo nel resto del mondo? E non venitemi a dire che sono esterofilo, perchè amo il mio paese e tutte le mille virtù e qualità che solo noi abbiamo, ma cazzo ci siamo fermati e tutti ci stanno sorpassando!
Quest'Italia governata da VECCHI che non mollano le poltrone e non passano la mano, questo paese la cui classe dirigente dell'ultima generazione, senza idee e senza coraggio, ha fallito miseramente lasciandoci un futuro tutto da ricostruire DEVE ESSERE PASSATA DI MANO!
Le nuove generazioni, i giovani che vivono nel rincoglionimento perchè privi di ogni responsabilità mai delegata loro, che dopo la laurea con lode fanno le fotocopie o rispondono al telefono devono devono essere rese ATTIVE!
Migliaia di teste pensanti se ne sono andate, con le loro idee, ad arricchire i paesi esteri. Vanno richiamate in Italia, perchè senza una cultura visionaria moderna e competitiva continueremo ad essere quello che sempre più siamo, cioè non solo il museo ma anche la barzelletta del mondo.
E mentre ci pensiamo, ricalcolano la crescita del nostro PIL dall'1,7% allo 0,7, mentre la Francia e la Germania hanno un punto più di noi, e la Spagna due.
Almeno, quando sentite dire che noi europei siamo tutti sulla stessa barca, non credetegli.

Vice/Manu

venerdì, febbraio 15, 2008

Toh, i manganelli si spezzano come un grissino



Prosegue il processo per la morte di Federico Aldrovandi, e nuovi particolari emersi fanno davvero pensare, per non dire di peggio. Telefonini che squillano a vuoto, nessun testimone oculare, volanti che arrivano e ambulanze che non vengono chiamate.

Manganelli che si spezzano come un grissino.

Un diciottenne mio concittadino, la cui vita si chiude tragicamente dopo un sabato in discoteca e un incontro con le forze dell'ordine, cui fa seguito una "crisi respiratoria" fatale.

Un questore rimosso, la difficoltà di assegnare il caso, la calma apparente nella tranquillità della provincia. Ma soprattutto il coraggio di una madre che non si rassegna all'oblio del rimpianto per non aver cercato la verità. Un blog che muove le coscenze, in attesa che anche quelle degli agenti vengano toccate dalla compassione.

Solo la verità ci potrà togliere la paura verso chi ci dovrebbe proteggere.

venerdì, febbraio 08, 2008

Baustelle, e così sia


Finalmente c'è del nuovo e del bello nella musica italiana, i Baustelle
Comprate AMEN, ruubatelo, tendete l'orecchio, ascoltatelo a volume alto, poi riascoltatelo.
Riflettendoci, non è impossibile resistere al mercato....
Grazie a Vitto che mi ha messo la pulce dell'interesse per loro. Certo, ormai li si vede ovunque e questo disco ha avuto un lancio incredibile, ma cazzo fatemi dire che c'è una bella differenza tra lanciare qualcosa di geniale come Amen e farlo con tutta quella merda che c'è in giro. No?
Ho parlato così bene, che me lo dico da solo: AMEN!
Vice/Manu

martedì, febbraio 05, 2008

il "photoblog" del 2007



No, dico.. ma chi ce l'ha un riassunto illustrato di 365 giorni così bello?

Se non ci sei, manca uno dei protagonisti!!

ev

mercoledì, gennaio 30, 2008

Il nostro bar, la nostra casa


Per lungo tempo, troppo, è andata così, come vedete sopra.
Serranda abbassata, luci spente, zero macchine e zero persone. Ora ha riaperto, e un fremito ci percorre. Il Bar Scandiana!
Sì lo so ce ne sarebbero mille altre da dire qui sopra: il governo cade, la missione in India si cancella, la lobbying a Bruxelles si apre, l'assenza di un amico ora madrileno già lo so che sarà difficile da sopprotare, i weekend mixati con gente diversa ma tutti a loro modo splendidi, che mi rendono così cosciente ed orgoglioso che il tempo speso con ognuno di loro è puro piacere..... tante cose che non dico, perchè c'è qualcosa che ha la precedenza.
Siamo stati tutti più isolati, più scontrosi, più soli direi, con l'assenza del nostro bar.
Perchè come ha detto Vasco Rossi in una felicissima intervista, anche per parecchi di noi c'è stato un tempo in cui "a casa si mangiava e si dormiva, per il resto c'era il bar, che era il salotto e anche l'ufficio..".
E' stato davvero così, quasi come se solo la chiusura dello Scandy ci avesse costretto a diventare grandi, impegnare le giornate di lavoro, viaggiare, qualcuno sposarsi e diventare padre.... solo perchè ci era impossibile continuare i pomeriggi nella sala del biliardo! Noi volevamo continuare a fare quello e solo quello!
Ma ora riapre e per questo tornerà nella nostra quotidianità, riportandoci un pò il senso e il piacere di quel dolce far niente che ha riempito, per periodi brevi o lunghi, i nostri anni postadolescenziali e non solo. Perchè lo Scandy, a seconda di chi entra, è l'accademia del biliardo, L'Inter club, un covo della Contrada di Santa Maria in Vado, la Sede Unica del Gruppo Fefo, l'Università del commento sulla SPAL ed il calcio locale. Perchè non ha niente a che vedere con gli stilosi bar del centro e di ragazze puoi star certo che è difficile che ne incontri. Perchè però se entri sai che ti arriva un saluto caldo, speciale. perchè se vai, a qualunque ora, speri sempre di incontrare l'amico, soprattutto quello che non vedi da un pò. Perchè sentirai sempre una battuta che ti farà ridere, e ti accompagnerà nei giorni a venire.
Perchè ognuno ha un proprio bar, e lo Scandy è il nostro.
Per questo tutti hanno voglia di scrivere della sua riapertura, dagli amici cari sui loro blog fino ai politici di rilevanza nazionale, con un lungo passato da "barscandianisti".
Se devo chiudere con una sola immagine che mi ricordi lo Scandy, per me la prima rimane l'adunata per la partenza per le vacanze in Puglia nel 1993, nei nostri 18 anni... tutti in posa davanti all'ingresso con le nostre magliette nuove e il topo che sorride gigante, dietro.
Naturalmente io non c'ero, sono ricordi di fotografia.. non mi ricordo più il perchè ma raggiunsi gli altri in treno, solo, il giorno dopo... ;-)
Vice/Manu

lunedì, gennaio 14, 2008

Ferrara - Riva Cucina - Berkeley: come si dice sono orgoglioso?



C'è voluto un pò ma alla fine, soprattutto grazie a certi amici, ce l'abbiamo fatta.

Se i ferraresi capiteranno dalle parti della east bay, d'ora in avanti sapranno dove andare per pranzo o cena. Sembra poco, ma quando riesci in qualcosa c'è un che di orgoglio che pervade, ma non tanto per essere riusciti a fare qualcosa che non si credeva possibile, soprattutto per aver forse fatto qualcosa di utile per qualcuno di speciale. Se ne volete sapere di più sul Riva Cucina e la sua storia, cliccate qui. Per vedere l'intervista di Massi a telestense, cliccate qui.

Jen, ever since I watched Telestensey the brighest smile is yours!

E poi, abbiamo portato i "croccali" sul giornale!

Aloha

martedì, gennaio 08, 2008

New year's eve 2007



Serata tranquilla e piacevole et voilà, siamo già nel 2008!
Accompagnati dai fiati dei Kool and the Gang, KC and the Sunshine Band, Bee Gees e tutti i classici della Disco Dance degli anni '70, manco fossimo al revival della Baia degli Angeli mentre invece era il solito Darsena80 che ci ospitava (che si legge Pier80!), nel suo consueto ruolo di porto di mare, siamo scivolati nell'anno bisesto con tutte le nostre aspettative e le guancie arrossate.
Push up, keep on flying amici miei!

PS: questa è la foto migliore che avevo, figuratevi le altre...

Aloha!

ev

London, a loved jump!



Londra, ogni tanto bisogna andare. Cambia sempre, è sempre la stessa.
Gente, chaos, ragazze con guardaroba sempre troppo estivi, camminate, sms sbavanti, CD acquistati, calcio, gru in azione, ricordi, i Verve nelle orecchie, l'idea di andare ad Abbey Road, cene orribili ma internazionali e piene di sorrisi, inglese non stentato ma incompreso, Queen Elizabeth in tasca, serate a Soho, shopping a Paul Smith outlet, ricordi, the Tube, Glocester e Leicester, Gallerie Moderne gratuite, il mondo che passeggia lungo i marciapiedi, Sleeepers nelle orecchie, 4-4-2, Time out and The Big Issue, "Mind the Gap", i concerti sognati e gli stadi esauriti, gli struggenti ricordi, la personale promessa che fino ai 40 ci andrò tutti gli anni perchè è così e basta.

Aloha

ev

New year's eve 2007

venerdì, dicembre 21, 2007

Il lungo viaggio



Ora,
immaginatevi di percorrere questa strada (che esiste, si chiama 1 e corre lungo l'oceano pacifico tra la California e il confine con il Canada - la foto l'ho scattata io).
A piedi, in auto o, come è successo a me, su un pick up. Infilatevi l'Ipod, accendete la radio e ascoltate l'inizio dell'ultimo album di Ben Harper.
Ecco che attacca "fight outta you", siete pronti a muovervi e, finalmente, pensare.
Perchè non ci sono distrazioni, solo il tramonto, le onde, il vento, l'asfalto e voi.

La prima cosa che salta in mente è che la strada da fare è tanta, tanta per raggiungere quelle luci in fonto, ma molta di più dopo, ben oltre le montagne o la linea dell'orizzonte. E' la linea della vita, una linea su cui ognuno di noi ha scritto qualcosa, e giorno dopo giorno si sforza per aggiungere qualcosa che sia piacevole, bello, curato.

A volte conviene guardare in basso, pensando al passo dopo passo, accerchiati dalle 1000 contingenze che ci riempiono la giornata a volte è già un miracolo riuscire a stare in strada, figuriamoci alzare gli occhi.
Altre volte, come ora, è una bella giornata chiara e tersa, proprio adatta a rallentare e guardare là in fondo, alla fine della "lifeline".

Cosa ci vorrete scritto, sopra a quella linea, quando alla fine vi volterete indietro per guardarla un'ultima volta? Sta tutto qui, far collidere le intenzioni alle azioni, accantonando l'idea che il compromesso sia un comandamento non scritto.

Un amico ieri mi ha ammonito, citando uno storico statista americano: "Chi rinuncia alla libertà in cambio della sicurezza non merita, né mai avrà, l'una e l'altra". Sta tutto qui.

Se la strada è curva, e si è deciso di percorrerla in diagonale come ho fatto io, l'unica via di fuga è di prendersi delle libertà, forse rischiando alla sicurezza di viaggiare sempre in mezzo, ma cogliendo tutte le opportunità di rendere più interessante il viaggio. In modo da scrivere di più, e meglio, cose nuove e dunque interessanti.
Arrivati a questo punto l'album volge al termine e siete ormai alla suite finale, Ben harper ci rapisce e ci saluta ma poca strada è stata fatta, il cammino rimane intatto e molti altri album dovranno passare.

nel frattempo, tra un corridoio di strette di mano e un silenzio assordante, ho capito ancora una volta che per piacere ed innamorarsi non occorre vincere, spendere, urlare: basta essere i migliori sè stessi. I compagni di viaggio lo renderanno più pieno, più complesso, più scritto.

ev

Mockba 860!



Dimenticavo Mosca (e molto altro!) in questo 2007.
Per me ha significato: affollamento, esibizionismo, segreti, grandezza, incomprensioni, stentati "Spasjba!", donne meravigliose e uomini cavernicoli, senso di assenza della religione dogmatica, gente aperta e calorosa, donne meravigliose, lunghio controlli, attimi d'isterismo per lo smarrimento del passaporto, stridente contrasto tra ricchezza e povertà, una metropolitana incredibile e incomprensibile, una festa di compleanno alla città, il senso di una Russia "americanizzata" e, ancora una volta, donne meravigliose.

ev

mercoledì, dicembre 19, 2007

QUIÉN MUERE…?

Muere lentamente quien se transforma en esclavo del hábito,repitiendo todos los días los mismos trayectos,quien no cambia de marca. No arriesga vestir un color nuevo y no le habla a quien no conoce.
Muere lentamentequien hace de la televisión su gurú.
Muere lentamentequien evita una pasión,quien prefiere el negro sobre blancoy los puntos sobre las “íes” a un remolino de emociones,arriesga lo cierto por lo incierto para ir detrás de un sueño,quien no se permite por lo menos una vez en la vida,huir de los consejos sensatos.
Muere lentamentequien no viaja,quien no lee,quien no oye música,quien no encuentra gracia en si mismo.
Muere lentamentequien destruye su amor propio,quien no se deja ayudar.
Muere lentamente,quien pasa los días quejándose de su mala suerteo de la lluvia incesante.
Muere lentamente,quien abandona un proyecto antes de iniciarlo,no preguntando de un asunto que desconoce ono respondiendo cuando le indagan sobre algo que sabe.
Evitemos la muerte en suaves cuotas,recordando siempre que estar vivo exige un esfuerzo mucho mayorque el simple hecho de respirar.
Solamente la ardiente paciencia hará que conquistemosuna espléndida felicidad.

Pablo Neruda (atribuido)

martedì, novembre 20, 2007

SF


Dopo Mosca, Parigi, Las Vegas e prima del ritorno in Emilia, la baia.
che per me è stata riposo, oceano al tramonto, commuting. Foto, camminate, tuffi al cuore. Taxisti pazzi, sermoni, parole in itanglese. Foto meravigliose davanti a un ponte, una città, un oceano. Ristoranti amici, collegamenti wifi, pazze risate sugli slang in ferrarese. Promesse di rivederci, happy cows e green culture. Lunghe autolettere al rientro, organizzando svolte che forse non ci saranno mai.
It's definitely one of a kind, this place.
I left, again, my heart in San Francisco.
ev

lunedì, novembre 19, 2007

Parigi



Armonia, storia, lavoro, fascino, stile, luci, cene, amicizia, tanto parlato, ragazze armoniose che indossano ballerine, cieli tersi, pane croccante, tanto riso, una coupé nera, poche parole in francese, il giallo e il verde nella torre, cucina libanese, in traffico parigino, la gréve, l'isterica simpatia delle mogli, gli sms e la creatività italiana. Le strette di mano.

ev

mercoledì, agosto 01, 2007

Addio celeberrimo maestro vanto di Ferrara



Michelangelo Antonioni 1912 - 2007




Un grido, un'avventura, un ingrandimento, una professione.
I silenzi, le inquadrature, l'esser sempre precursore e controcorrente.


Scompare il più grande ambasciatore di Ferrara nel mondo, grazie.




mercoledì, giugno 13, 2007

Cose difficili

Come diceva quel pezzo, cose difficili di cui parlare, quando lei ti sfiora..
Però ho tempo, è giugno e tutto quanto gira in circolo, è il momento di fare il punto.
E' il 2007 ma, dopo almeno 12 anni, per me è sempre il 1995: la mezza stagione si dilata sempre più, in controtendenza con l'universo che mi ruota intorno.
Voglio dire, c'è davvero così tanta differenza tra i 20 e i 32 anni? La mia testa e la mia pancia dicono il contrario, perchè non dovrei creder loro?
Fosse per me, sarebbe ancora tempo di far mattina appena posso, andare senza programmare, vivere senza pensare, fantasticare su cose assolutamente slegate al reale, sognare una impossibile vita parallela da qualche altra partre (Firenze, londra, Bay Area..) anche se non ho mai sofferto di particolari costrizioni e mi sento, profondamente, figlio della mia terra.
Lo dico spesso, sono molto molto fortunato. Faccio un lavoro che amo, godo di ampia autonomia e, infine, continuo ad essere prima di tutto un pensatore indipendente.
Attorno a me le cose cambiano, le persone cambiano ma in realtà non riesco a capire se cambiano le persone o il tempo fa cambiare le persone.
La mezza stagione pare essere quasi finita, in molti attorno a me. Davvero?

Un'altra frase-guida è sempre stata "segui quelli con cui sognare puoi", ed io ho sempre fatto così, consumendo letteralmente due macchine per farmi sempre trovare presente laddove il richiamo mi spingeva. Ora, un giro di amicizie davvero ad alta sintonia sparse per i miei luoghi è ancora davvero forte, ha il potere di cambiarmi umore e il punto di vista sulle cose. La gente che fa sognare, con cui puoi sognare, esiste.

E allora mi dico: è possibile evolvere nelle relazioni continuando a coltivare tutto questo, che rappresenta il mio passato ma è anche il costante feeder di ciò che sono ora? E' la mia sfida per il futuro, per cercare di rimanere me stesso ed evolversi, solo seguendo l'esempio di chi c'è riscito prima di me, senza dividersi tra un "prima" e un "dopo", ma scivolando attraverso la sua mezza stagione che l'ha fatto passare sì, ma godendosi appieno la fase in cui "stava passando".
Voglio dire: se 0 significa che la vita mi ha portato dove ha voluto lei, e 10 io ho portato la vita sul mio sentiero, sono certo di essere almeno ad 8, e senza alcuna bussola, con il solo fiuto del mio naso.
E poi sono certoche, in fase di "debrief" della mia vita, saranno proprio questi gli anni che ricorderò in modo più struggente, ciò che conta sul serio è continuare a scommettere su ciò che si ha, non continuare a "passare" quand'è il proprio turno!!

Il messaggio sul rimanere folli e giovani è ancora fortissimo, e ho una gran voglia di disegnare altri puntini che poi si uniranno....

Aloha

mp

giovedì, maggio 31, 2007

Il mio primo baby, oh yeah!

Finalmente ce l'abbiamo fatta...


A finire questo, voglio dire.

Bello. tre telefonini, tutti che suonano, tre suits utilizzati, tutti sudatissimi. Quattro camicie, cinque cravatte.
Chilometri percorsi lungo i padiglioni, dentro e fuori, parlato, sudato.
Un appunto veloce, un numero di cellulare, accento milanese, torinese, romano, moolto romano, bolognese, siciliano. Una babele di lingue.
Francese, spagnolo, ungheresi che ci provavano in inglese, giapponesi con suoni gutturali.
Registi famosi, letterine, comici.
Reti, assistenza, centralità del cliente. Luca Cordero di Montezemolo. Stile e innovazione in mostra.
Americane simpatiche e un pò in carne, consulenti diventati amici, consulenti stronzi.
La collega che cerca di rincuorarti, la cliente che ti tratta miseramente. Il presidente che si affanna per soddisfarti
Il mio lavoro, la mia vita da almeno 100 giorni a questa parte.
Ora è finita, non vedo l'ora di ricominciare.
ev

giovedì, aprile 26, 2007

What do we have to do to get your attention?

Pensare alla sottile enorme differenza tra organizzazione ed emergenza, porta inevitabilmente a guardare con interesse a tutto questo.

L'altro giorno, tutti i media (e i new media) hanno speso i titoli di apertura per annunciare che, nei prossimi mesi, in Italia si vivrà una vera e propria "emergenza" idrica ed elettrica, con il calo delle precipitazioni che abbiamo vissuto dall'autunno scorso. Certamente vero, però perchè non focalizzare l'attenzione anche su altri aspetti?

C'è sempre sole, perchè non pensare quindi al ricavare da lì l'energia in futuro?

Siamo attorniati dall'acqua, e tutti gli esperti insistono ad affermare che il livello dei mari è destinato a salire per il prossimo scioglimento dei ghiacciai. Perchè non pensare di dotarsi di attrezzature in grado di trasformare l'acqua salata in dolce, per l'utilizzo quotidiano delle città?

Troppa programmazione, tutto qui. Non ne abbiamo mai avuta, perchè dovremmo usarla ora?



La croce rossa della Bay Area ha adottato un approccio un pochino diverso, decidendo di avvisare la popolazione di San Francisco che, presto o tardi, il "Big One" arriverà, e saranno cazzi. Però, visto che già una volta da quelle parti qualche danno (e qualche migliaio di morti) l'ha fatto, s'è pensato che forse vale la pena di essere diretti e sparare immagini forti, ricordando che delle semplici regole di preparazione e prevenzione possono trasformare il futuro prossimo possibile di ognuno di noi. Embarcadero e Market Street trasformati in scenari apocalittici, apre gli occhi eh?

Date un'occhiata qui, quante cose possono nascondersi dietro la parola prepare


Aloha

venerdì, aprile 06, 2007

Collegamento polisensoriale: vista-udito

C'è una cosa davvero strana che mi succede quasi sempre, che lo voglia o no (e spesso lo voglio, ma spesso accade e basta, nel senso che non ci penso proprio ma comunque succede), quando affronto un viaggio (e Dio solo sa quanto sto già agognando il momento che tornerò a farlo, il più presto possibile spero.... è proprio vero sono un incontentabile infelice! Prima viaggio come una trottola e mi lamento, poi non viaggio più e mi lamento..... ecchecchezzo!). Vedo delle cose, e da grande visivo (Teoria della Programmazione Neuro Linguistica, che ci suddivide tutti d'acchito in visivi, auditivi e cinestesici) quale so di essere, ricollego tutto alle immagini.


Spesso, il link più forte che si imprime, che si impressiona come se fosse su una pellicola di cellulosa, è un pezzo musicale, una canzone, perchè in fondo di melodie, è davvero pieno il mondo.


Poi questa traccia perdura, rimane, non se ne va... e se capita di ritornare a sentire, settimane o mesi dopo, quello specifico pezzo, quella melodia, ritorna tutto alla mente, dall'immagine da associare immediatamente (spesso in grand'angolo..), ai particolari in cronaca (quegli occhi, quella chioma di capelli, quegli stivali o quel culo..), fino agli odori e all'intero mood della scena.


E' una droga, qualcosa che dà allo stesso tempo piacere e dipendenza.


Così, ora e per sempre il terminal internazionale di San Francisco in attesa di tornare, a novembre scorso, è "The Train" di Outkast.


La collina di Lombart Street, sempre nella città dei fiori ma nel 2004, è "Clocks" e una meravigliosa fischiettata in macchina in compagnia.


La mia immagine di Londra, lungo un tunnel di raccordo andando a prendere la metro lungo la linea Hammersmith, è un tipico utente dei pub britannici, orgoglioso della sua pinguetudine e della sua voglia di calciare lattine di birra, che intona ad alto volume la neonata "Elettric" di eccentrica ed ironica oasisiana-beatlesiana memoria.


E poi tante, tantissime altre, da "Home" di zero7 lungo il bagnasciuga della spiaggia di Rimini, correndo al tramonto, fino alla Roma da liceale adolescente, cantando insieme Luca Carboni (pensa te!)


E poi le ultime... il taxi che mi riporta all'areoporto internazionale Ataturk di Istanbul, e la radiolina all'interno che spara "Now why d'you wanna go and put starz in their eyes.." e poi, mentre scendo ed entro nel fantastico terminal magicamente riprende "... and it's a long way to come from the dog and duck karaoke machine.. and saturday night's drunken dreams!" (Just Jack - Starz in their eyes, chi se li ricorda tra tre mesi??).


Infine Madrid, dove di ricordi ne ho tanti e suoni nessuno, ma grande vicinanza nei modi di vivere e una spensieratezza che noi abbiamo perso... ci voglio tornare presto, in Spagna, anche se non andrò a presenziare a conferenze stampa come queste (de putamadre!) nell'atmosfera glamour e incantata del Santo Mauro, pareva d'essere Beckam!



lunedì, marzo 26, 2007

da prima a terza (la cetriolata)

Vedo solo ora che il survey cui ho fatto riferimento ci colloca, nel 2006, non più al primo ma al terzo posto come brand-paese di valore turistico (le mie conoscenze di primato si riferivano al 2005).
Comunque sia non male lo stesso, forza cetriolo riportaci in vetta!!

mp

Un cetriolino da 45 milioni



Ebbene sì, questa cosuccia qui, in versione website su www.italia.it, ha avuto un costo globale di 45 milioni di euro. Mah......

Qualche giornalista sta già indagnado (qui), ma quello che vi chiedo è: secondo voi, quanti turisti dal mondo riusciremo ad accalappiare, grazie a questa straordinaria genialata mediatica?


E poi ci si domanda come il paese che da solo possiede oltre un terzo di tutte le meraviglie artistiche del pianeta (e il brand-nazione ancora considerato il numero 1 al mondo, prego osservare), stia precipitando nella classifica delle destinazioni turistiche mondiali...
E io, che tanto avrei voluto parlarvi della movida di Madrid e di come stia finalmente chiudendo con la nuova casa, mi ritrovo a fare il serio....
Aloha
mp

lunedì, marzo 05, 2007

venerdì, gennaio 26, 2007

Alora è cominciata la mia Champions League

Premiére etape, Paris!

Abbiamo rovesciato il tavolo, tutto nostro.


Ho anche visto in giro delle gran figliole dappertutto e mi son detto ammappa, poi ho compreso che siamo andati durante la settimana della moda .... bella forza!






Da vostro affezionatissimo globetrotter un caro saluto

giovedì, gennaio 18, 2007

Grande Fratello 7

Sì lo so, lo so... sia voi tutti che io lo odiamo a morte, però quest'anno mi sa che finiremo col guardarlo.

Da rumors incontrollati pare che "nella casa" entreranno figure come questa... non oso pensare alle condizioni mentali dei maschi che le passeranno attorno per giorni e giorni!


Ciao


mp

venerdì, gennaio 05, 2007

E tocca di voltarsi......

Anche io, dal 2007, mi aspetto una prova....




Quando mi si chiede una prova!

Buon weekend, aspettando l'estate (che ora splende a bondi beach in Australia!)




................. ..................

ev

mercoledì, dicembre 20, 2006

Un tranquillo derby di provincia


Poi domenica Rovigo-Spal, naturalmente come tutti sotto sotto sapevano, ci hanno rullati.

Poi all'uscita le cose montano un pò... un pò di casino documentato, ma nulla di che.


Il commento finale al weekend è quasi obbligato: "Ma non sarebbe molto meglio andare a figa certe volte???"


Aloha



mp

"Sull’Arno d’argento, si specchia il firmamento...”


Sono quasi emozioni troppo belle per essere non solo raccontate, ma anche mostrate...

La partita il viaggio la tensione, tutto passa in secondo piano per un minuto almeno.


Sinceramente, è un peccato non viverla tutti i giorni quella città, pur con tutte le sue contraddizioni.


mercoledì, dicembre 13, 2006

Women show


Sono stato al Motor show.... non sembra ma non è una fiera, è più, come si dice, una kermesse.
Sì, c'ero stato anche nelle giornate riservate agli operatori, ma ero là per lavoro...

E poi il bello è vedere le cose quando sono godibili da tutti, per capire se funzionano.
Che ho visto dunque? Automobili ce ne sono tante, ma chi le riesce davvero a vedere?

Invece qualcos'altro, nonostante la calca, si riesce a vedere benissimo.. ed è la vera traenza di questa manifestazione!

Aloha

martedì, novembre 28, 2006

When to start


E' un bel momento, Seth Godit nel suo piccolo risponde alla grande, idealmente, alle parole di Steve Jobs di ieri.
When to start.
La vita sa essere una corsa meravigliosa.

The best time to start is when you've got enough money in the bank to support all contingencies.
The best time to start is when the competition is far behind in technology, sophistication and market acceptance.
The best time to start is when the competition isn't too far behind, because then you'll spend too long educating the market.
The best time to start is when everything at home is stable and you can really focus.
The best time to start is when you're out of debt.
The best time to start is when no one is already working on your idea.
The best time to start is when your patent comes through.
The best time to start is after you've got all your VC funding.
The best time to start is when the political environment is more friendly than it is now.
The best time to start is after you've got your degree.
The best time to start is after you've worked all the kinks out of your plan.
The best time to start is when you're sure it's going to work.
The best time to start is after you've hired the key marketing person for the new division.
The best time to start was last year. The best opportunities are already gone.
The best time to start is before some pundit declares your segment passe. Too late.
The best time to start is when the new generation of processors is shipping.
The best time to start is when the geopolitical environment settles down.
Actually, as you've probably guessed, the best time to start was last year. The second best time to start is right now

"You've got to find what you love"

L'occasione della ri-lettura nel posto di Antonio mi ha portato a pensare nuovamente alla forza di questo discorso che Steve Jobs ha tenuto ai laurati di Stanford nel giugno 2005.
E' qualcosa di diromprente, è la vita e la libertà; il progresso e il futuro; la gioventù e il sogno.

Lo regalerò a natale, sottoforma di grande biglietto, a chi tra quelli che conosco pensa di avere smarrito la via, o che pensi che l'unica via sia bella dritta di fronte a lui..

Per quel che vi riguarda leggetelo. Poi rileggetelo. Poi, quando pensate che tutto sia scritto davanti a voi.. beh rileggetelo.

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Stay hungry, stay foolish

Sono onorato di essere qui con voi oggi alle vostre lauree in una delle migliori università del mondo. Io non mi sono mai laureato. Anzi, per dire la verità, questa è la cosa più vicina a una laurea che mi sia mai capitata. Oggi voglio raccontarvi tre storie della mia vita. Tutto qui, niente di eccezionale: solo tre storie.
La prima storia è sull'unire i puntini.
Ho lasciato il Reed College dopo il primo semestre, ma poi ho continuato a frequentare in maniera ufficiosa per altri 18 mesi circa prima di lasciare veramente. Allora, perché ho mollato?
E' cominciato tutto prima che nascessi. Mia madre biologica era una giovane studentessa di college non sposata, e decise di lasciarmi in adozione. Riteneva con determinazione che avrei dovuto essere adottato da laureati, e fece in modo che tutto fosse organizzato per farmi adottare fin dalla nascita da un avvocato e sua moglie. Però quando arrivai io loro decisero all'ultimo minuto che avrebbero voluto adottare una bambina. Così quelli che poi sono diventati i miei genitori adottivi e che erano in lista d'attesa, ricevettero una chiamata nel bel mezzo della notte che gli diceva: "C'è un bambino, un maschietto, non previsto. Lo volete voi?" Loro risposero: "Certamente". Più tardi mia madre biologica scoprì che mia madre non si era mai laureata al college e che mio padre non aveva neanche finito il liceo. Rifiutò di firmare le ultime carte per l'adozione. Poi accetto di farlo, mesi dopo, solo quando i miei genitori adottivi promisero formalmente che un giorno io sarei andato al college.
Diciassette anni dopo andai al college. Ma ingenuamente ne scelsi uno altrettanto costoso di Stanford, e tutti i risparmi dei miei genitori finirono per pagarmi l'ammissione e i corsi. Dopo sei mesi, non riuscivo a vederci nessuna vera opportunità. Non avevo idea di quello che avrei voluto fare della mia vita e non vedevo come il college potesse aiutarmi a capirlo. Eppure ero là, che spendevo tutti quei soldi che i miei genitori avevano messo da parte lavorando per tutta la loro vita. Così decisi di mollare e avere fiducia che tutto sarebbe andato bene lo stesso. Era molto difficile all'epoca, ma guardandomi indietro ritengo che sia stata una delle migliori decisioni che abbia mai preso. Nell'attimo che mollai il college, potei anche smettere di seguire i corsi che non mi interessavano e cominciai invece a capitare nelle classi che trovavo più interessanti.
Non è stato tutto rose e fiori, però. Non avevo più una camera nel dormitorio, ed ero costretto a dormire sul pavimento delle camere dei miei amici. Guadagnavo soldi riportando al venditore le bottiglie di Coca cola vuote per avere i cinque centesimi di deposito e poter comprare da mangiare. Una volta la settimana, alla domenica sera, camminavo per sette miglia attraverso la città per avere finalmente un buon pasto al tempio Hare Krishna: l'unico della settimana. Ma tutto quel che ho trovato seguendo la mia curiosità e la mia intuizione è risultato essere senza prezzo, dopo. Vi faccio subito un esempio.
Il Reed College all'epoca offriva probabilmente la miglior formazione del Paese relativamente alla calligrafia. Attraverso tutto il campus ogni poster, ogni etichetta, ogni cartello era scritto a mano con calligrafie meravigliose. Dato che avevo mollato i corsi ufficiali, decisi che avrei seguito la classe di calligrafia per imparare a scrivere così. Fu lì che imparai dei caratteri serif e san serif, della differenza tra gli spazi che dividono le differenti combinazioni di lettere, di che cosa rende grande una stampa tipografica del testo. Fu meraviglioso, in un modo che la scienza non è in grado di offrire, perché era artistico, bello, storico e io ne fui assolutamente affascinato.
Nessuna di queste cose però aveva alcuna speranza di trovare una applicazione pratica nella mia vita. Ma poi, dieci anni dopo, quando ci trovammo a progettare il primo Macintosh, mi tornò tutto utile. E lo utilizzammo tutto per il Mac. E' stato il primo computer dotato di una meravigliosa capacità tipografica. Se non avessi mai lasciato il college e non avessi poi partecipato a quel singolo corso, il Mac non avrebbe probabilmente mai avuto la possibilità di gestire caratteri differenti o font spaziati in maniera proporzionale. E dato che Windows ha copiato il Mac, è probabile che non ci sarebbe stato nessun personal computer con quelle capacità. Se non avessi mollato il college, non sarei mai riuscito a frequentare quel corso di calligrafia e i persona computer potrebbero non avere quelle stupende capacità di tipografia che invece hanno. Certamente all'epoca in cui ero al college era impossibile unire i puntini guardando il futuro. Ma è diventato molto, molto chiaro dieci anni dopo, quando ho potuto guardare all'indietro.
Di nuovo, non è possibile unire i puntini guardando avanti; potete solo unirli guardandovi all'indietro. Così, dovete aver fiducia che in qualche modo, nel futuro, i puntini si potranno unire. Dovete credere in qualcosa - il vostro ombelico, il destino, la vita, il karma, qualsiasi cosa. Questo tipo di approccio non mi ha mai lasciato a piedi e invece ha sempre fatto la differenza nella mia vita.
La mia seconda storia è a proposito dell'amore e della perdita
Sono stato fortunato: ho trovato molto presto che cosa amo fare nella mia vita. Woz e io abbiamo fondato Apple nel garage della casa dei miei genitori quando avevo appena 20 anni. Abbiamo lavorato duramente e in 10 anni Apple è cresciuta da un'azienda con noi due e un garage in una compagnia da due miliardi di dollari con oltre quattromila dipendenti. L'anno prima avevamo appena realizzato la nostra migliore creazione - il Macintosh - e io avevo appena compiuto 30 anni, e in quel momento sono stato licenziato. Come si fa a venir licenziati dall'azienda che hai creato? Beh, quando Apple era cresciuta avevamo assunto qualcuno che ritenevo avesse molto talento e capacità per guidare l'azienda insieme a me, e per il primo anno le cose sono andate molto bene. Ma poi le nostre visioni del futuro hanno cominciato a divergere e alla fine abbiamo avuto uno scontro. Quando questo successe, il Board dei direttori si schierò dalla sua parte. Quindi, a 30 anni io ero fuori. E in maniera plateale. Quello che era stato il principale scopo della mia vita adulta era andato e io ero devastato da questa cosa.
Non ho saputo davvero cosa fare per alcun imesi. Mi sentivo come se avessi tradito la generazione di imprenditori prima di me - come se avessi lasciato cadere la fiaccola che mi era stata passata. Incontrai David Packard e Bob Noyce e tentai di scusarmi per aver rovinato tutto così malamente. Era stato un fallimento pubblico e io presi anche in considerazione l'ipotesi di scappare via dalla Silicon Valley. Ma qualcosa lentamente cominciò a crescere in me: ancora amavo quello che avevo fatto. L'evolvere degli eventi con Apple non avevano cambiato di un bit questa cosa. Ero stato respinto, ma ero sempre innamorato. E per questo decisi di ricominciare da capo.
Non me ne accorsi allora, ma il fatto di essere stato licenziato da Apple era stata la miglior cosa che mi potesse succedere. La pesantezza del successo era stata rimpiazzata dalla leggerezza di essere di nuovo un debuttante, senza più certezze su niente. Mi liberò dagli impedimenti consentendomi di entrare in uno dei periodi più creatvi della mia vita.
Durante i cinque anni successivi fondai un'azienda chiamata NeXT e poi un'altra azienda, chiamata Pixar, e mi innamorai di una donna meravigliosa che sarebbe diventata mia moglie. Pixar si è rivelata in grado di creare il primo film in animazione digitale, Toy Story, e adesso è lo studio di animazione più di successo al mondo. In un significativo susseguirsi degli eventi, Apple ha comprato NeXT, io sono ritornato ad Apple e la tecnologia sviluppata da NeXT è nel cuore dell'attuale rinascimento di Apple. E Laurene e io abbiamo una meravigliosa famiglia.
Sono sicuro che niente di tutto questo sarebbe successo se non fossi stato licenziato da Apple. E' stata una medicina molto amara, ma ritengo che fosse necessaria per il paziente. Qualche volta la vita ti colpisce come un mattone in testa. Non perdete la fede, però. Sono convinto che l'unica cosa che mi ha trattenuto dal mollare tutto sia stato l'amore per quello che ho fatto. Dovete trovare quel che amate. E questo vale sia per il vostro lavoro che per i vostri affetti. Il vostro lavoro riempirà una buona parte della vostra vita, e l'unico modo per essere realimente soddisfatti è fare quello che riterrete un buon lavoro. E l'unico modo per fare un buon lavoro è amare quello che fate. Se ancora non l'avete trovato, continuate a cercare. Non accontentatevi. Con tutto il cuore, sono sicuro che capirete quando lo troverete. E, come in tutte le grandi storie, diventerà sempre migliore mano a mano che gli anni passano. Perciò, continuate a cercare sino a che non lo avrete trovato. Non vi accontentate.
La mia terza storia è a proposto della morte
Quando avevo 17 anni lessi una citazione che suonava più o meno così: "Se vivrai ogni giorno come se fosse l'ultimo, sicuramente una volta avrai ragione". Mi colpì molto e da allora, per gli ultimi 33 anni, mi sono guardato ogni mattina allo specchio chiedendomi: "Se oggi fosse l'ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?". E ogni qualvolta la risposta è "no" per troppi giorni di fila, capisco che c'è qualcosa che deve essere cambiato.
Ricordarsi che morirò presto è il più importante strumento che io abbia mai incontrato per fare le grandi scelte della vita. Perché quasi tutte le cose - tutte le aspettative di eternità, tutto l'orgoglio, tutti i timori di essere imbarazzati o di fallire - semplicemente svaniscono di fronte all'idea della morte, lasciando solo quello che c'è di realmente importante. Ricordarsi che dobbiamo morire è il modo migliore che io conosca per evitare di cadere nella trappola di chi pensa che avete qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c'è ragione per non seguire il vostro cuore.
Più o meno un anno fa mi è stato diagnosticato un cancro. Ho fatto la scansione alle sette e mezzo del mattino e questa ha mostrato chiaramente un tumore nel mio pancreas. Non sapevo neanche che cosa fosse un pancreas. I dottori mi dissero che si trattava di un cancro che era quasi sicuramente di tipo incurabile e che sarebbe stato meglio se avessi messo ordine nei miei affari (che è il codice dei dottori per dirti di prepararti a morire). Questo significa prepararsi a dire ai tuoi figli in pochi mesi tutto quello che pensavi avresti avuto ancora dieci anni di tempo per dirglielo. Questo significa essere sicuri che tutto sia stato organizzato in modo tale che per la tua famiglia sia il più semplice possibile. Questo significa prepararsi a dire i tuoi "addio".
Ho vissuto con il responso di quella diagnosi tutto il giorno. La sera tardi è arrivata la biopsia, cioè il risultato dell'analisi effettuata infilando un endoscopio giù per la mia gola, attraverso lo stomaco sino agli intestini per inserire un ago nel mio pancreas e catturare poche cellule del mio tumore. Ero sotto anestesia ma mia moglie - che era là - mi ha detto che quando i medici hanno visto le cellule sotto il microscopio hanno cominciato a gridare, perché è saltato fuori che si trattava di un cancro al pancreas molto raro e curabile con un intervento chirurgico. Ho fatto l'intervento chirurgico e adesso sto bene.
Questa è stata la volta in cui sono andato più vicino alla morte e spero che sia anche la più vicina per qualche decennio. Essendoci passato attraverso posso parlarvi adesso con un po' più di cognizione di causa di quando la morte era per me solo un concetto astratto e dirvi:
Nessuno vuole morire. Anche le persone che vogliono andare in paradiso non vogliono morire per andarci. E anche che la morte è la destinazione ultima che tutti abbiamo in comune. Nessuno gli è mai sfuggito. Ed è così come deve essere, perché la Morte è con tutta probabilità la più grande invenzione della Vita. E' l'agente di cambiamento della Vita. Spazza via il vecchio per far posto al nuovo. Adesso il nuovo siete voi, ma un giorno non troppo lontano diventerete gradualmente il vecchio e sarete spazzati via. Mi dispiace essere così drammatico ma è la pura verità.
Il vostro tempo è limitato, per cui non lo sprecate vivendo la vita di qualcun altro. Non fatevi intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. In qualche modo loro sanno che cosa volete realmente diventare. Tutto il resto è secondario.
Quando ero un ragazzo c'era una incredibile rivista che si chiamava The Whole Earth Catalog, praticamente una delle bibbie della mia generazione. E' stata creata da Stewart Brand non molto lontano da qui, a Menlo Park, e Stewart ci ha messo dentro tutto il suo tocco poetico. E' stato alla fine degli anni Sessanta, prima dei personal computer e del desktop publishing, quando tutto era fato con macchine da scrivere, forbici e foto polaroid. E' stata una specie di Google in formato cartaceo tascabile, 35 anni prima che ci fosse Google: era idealistica e sconvolgente, traboccante di concetti chiari e fantastiche nozioni.
Stewart e il suo gruppo pubblicarono vari numeri di The Whole Earth Catalog e quando arrivarono alla fine del loro percorso, pubblicarono il numero finale. Era più o meno la metà degli anni Settanta e io avevo la vostra età. Nell'ultima pagina del numero finale c'era una fotografia di una strada di campagna di prima mattina, il tipo di strada dove potreste trovarvi a fare l'autostop se siete dei tipi abbastanza avventurosi. Sotto la foto c'erano le parole: "Stay Hungry. Stay Foolish.", siate affamati, siate folli. Era il loro messaggio di addio. Stay Hungry. Stay Foolish. Io me lo sono sempre augurato per me stesso. E adesso che vi laureate per cominciare una nuova vita, lo auguro a voi.

Stay Hungry. Stay Foolish.

Grazie a tutti.
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venerdì, novembre 17, 2006

They're back!!!


Incredibile, ormai nessuno dei vecchi fans ci credeva più e invece son tornati, con un album che si chiama Reale ma che potrebbe tranquillamente essere definito CRXX ma anche con un sito web davvero bello e interattivo... i Casino Royale sono di nuovo tra noi, siamo tutti giovani.. e tutte le strofe mi ronzano magicamente in testa!

sabato, novembre 04, 2006

Duro lavoro...


Ebbene sì, tra una fiera e l'altra tutto il giorno, qui in Vegas....
Poi "Networking Reception", "Luncheon and Awarding"..... cazzate del genere.

Costretto ad imbattermi abbastanza spesso in situazioni come queste


Eccheppallllleee.... vero? ;-)

venerdì, novembre 03, 2006

I'm moving...

... precisamente da qui
















A qui





... e direi proprio due cose:

1 - C'è chi sta peggio di me, al mondo.
2 - L'Italia è amatissima e sinonimo di qualità e stile in infiniti settori, questo è evidente a chiunque capiti da queste parti.
E allora perchè, con evidente ragione, appena ieri il giovane e rampante direttore di ICE Torino mi ha confessato che, per lui, l'Italia come paese leadeship è ormai irrimediabilmente perso, e dovrà slamente pensare nelle generazioni future a come limitare la propria decadenza?

Un saluto

mp

lunedì, ottobre 02, 2006

And the answer is.....


Ebbene sì, è la regione Veneto.


Così come la Regione Campania vista all'areoporto di Schipol Amsterdam, e chissà quante altre iniziative in questo senso. Male. Il nostro mercato turistico è il mondo, come dimostra questo Survey commissionato da un'agenzia pubblicitaria statunitenze e internazionale (in cui noi c'entriamo direi niente) l'Italia è il brand paese più alto e appettibile tra tutte le nazioni del pianeta. Capito? Non i nostri turisti italici che stanchi di prezzi alti, code, disservizi e sporcizia se ne vanno in Croazia o Formentera. Il nostro mercato potenziale e reale è il mondo, e lo si affronta solo con un brand nazionale e tutti uniti. E da questo siamo davvero troppo lontani.

martedì, settembre 19, 2006

Esempio concreto di malaturismo italico


Cari tutti, facciamo un indovinello.

Questo è un cartellone pubblicitario che ho fotografato all'areoporto di Francoforte l'altro giorno.
Secondo voi che publicizza?

Saluti

martedì, settembre 05, 2006

Wrench and bricks


Eccoci qua cari amici, dopo delle ferie (ma non delle vacanze), alla vigilia di viaggi (ma non di ferie).... con molto lavoro attorno a una Wrench che rappresenta Autopromotec 2007 ,
e weekends di tempo libero a progettare il mio futuro... eeeeee già!

giovedì, agosto 24, 2006

Questione Turismo: cominciamo malino..

E dico malino perchè quando si passa da nulla a questo, non può essere malissimo: almeno ora se ne parla e c'è un obiettivo di fondo. Ma il metodo pereguito è sbagliatissimo!
Che senso ha far parlare gli italiano delle loro vacanze all'estero, per migliorare il turismo in Italia?
L'obiettivo deve essere il miliardo di potenziali turisti dell'Italia nel mondo, le campagne di comunicazione vanno fatte verso di loro e ascoltando loro. Invece che farsi spedire sms e email da tutta Italia, perchè non si convocano vari assessori regionali e provinciali e comunali; Presidenti di APT e di Consorzi di Tutela e Sviluppo; Amministratori di enti fieristici e congressuali e Direttori Generali di società di trasporti Aerei, marittimi e ferroviari, e dei relativi scali.
Poi a tutti si fa vedere il Country brand index, elaborato da una società terza che ci pone come il primo paese al mondo come attrattiva generale. Queste, signori miei, sono le basi!
Siamo già primi, il traguardo è subito di là, c'è solo da attraversare il piccolo turbolento fiume dell'inefficienza e del campanilismo.

Solo così i turisti protagonisti potranno esserlo davvero

martedì, agosto 22, 2006

La auto-tv

Sta cosa qui come tutte quelle nate negli ultimi dieci anni in NORTH CAL, mi affascina e mi inquieta allo stesso tempo... e noi, stiamo a guardare!

mp

giovedì, giugno 29, 2006

Non so più che succede, ma forza Gianluca Pessotto!

Una volta il calcio era sinonimo di sport, lotta, gioia, stare insieme, esultare ed incazzarsi, crescere sani, unire persone e popoli diversi... insomma qualcosa di assolutamente positivo!

Oggi è scandali, scommesse, telefonate minatorie, un sistema allo sfacelo, una cupola di clientelismo, un affarismo e non uno sport, doping, malattie incurabili... poi cose come quella di Gianluca Pessotto. La depressione certo, io non la conosco e non sono uno psicologo.. non so fin dove può portare.. ma credevo che bastasse avere due figlie come lui per preservarsi dai salti dal tetto. Invece no.

Il destino gli ha dato un'altra possibilità, speriamo lo riscatti verso la vita, magari aiutato da un calcio che riuscirà a tornare come è stato in passato, diverso da come ce l'hanno rovinato

mp