
Marissa Miller è questa tipa qui. Innanzi tutto, mi pare più che discreta: ci sta perfettamente, nell'immagine stereotipata, oltre la vetrata a prendere un frappuccino da Starbucks, appena scesa dalla sua BMW Z4 rossa, o a corricchiare in completini Nike lungo il privilegiato parchetto di marine, zona upscale di San Francisco. E' una tipica 33enne radical chic e ambientalista che anima la North Cal, si direbbe.
Infatti, vive proprio a San Francisco. Per recarsi in ufficio guida la "1" verso sud, fino a Mountain View.
E' Vice President of Search Products & User Experience di Google, prima Ingegnere assunta quando la compagnia, nel 1999, contava 20 impiegati.
Google earth, google toolbar e numerose altre amenità che animano i nostri blogs li dobbiamo in buona parte a lei, la quale ora sovrintende diverse strutture (e 150 product managers) interne ma è anche Visiting Professor a Stanford University, impegnata in diverse fondazioni ed istituzioni ambientaliste, insignita di una copertina su Newsweek e, in fondo, personaggio di moda e sempre più veicolo di comunicazione. In fondo, nel modo cool in cui può essere famoso lapo dalle nostre parti.. come dite? Sì certo, anche gli USA sono pieni di Lapo, ma quante Marissa Mayer italiane conoscete?
Ho riletto quell'articolo, scritto nel solito inglese complicato e pieno di aggettivi, almeno 3 volte, e qualcosa continuava a non quadrare. Mi dispiace non averlo trovato in rete per poterlo linkare, ma se cercate digitando sulla "sua" stringa bianca il suo nome, ne troverete parecchie di informazioni.
Poi ho capito: 33 anni. Per noi è troppo.
Per la nostra mente italiana, e per buona parte del mindset europeo, soporifero e forse anestetizzato a dovere, un trentatreenne medio con laurea e master è in attesa di istruzioni, di stampare fotocopie, di rispondere al telefono in un call center. Al massimo, product manager ossequioso e mai curioso. Se genio, come la Mayer, vive nei laboratori 16 ore al giorno, con contratti semestrali forniti dalle nostre Università baronali di forse 1000 euro al mese, ma spesso molto meno. E allora, piano piano, anche io ho iniziato a capire.
A capire che l'America, anche questa volta e nonostante tutta la merda delle speculazioni, dell'egoismo, delle disuguaglianze e tutto il resto, ce la farà.
Perchè là vince la meritocrazia e l'anticonformismo delle proprie idee ha il democratico spazio per arrivare ai risultati attesi. Quel nostro senso di scontato, davvero, non c'è.
Il mondo sta attraversando quella che, con un concetto vecchio, viene definita crisi. Il concetto di crisi piace a tutti coloro che oggi detengo il potere, sia esso politico, economico-commerciale, culturale, sociale. Il modello va bene, è solo in crisi.
Invece io sono sempre più convinto che questa non sia una crisi, ma l'occasione di ricominciare con modelli nuovi, almeno in alcuni ambiti del nostro vivere quotidiano.
Leggete questo post di Bonili nel suo meraviglioso blog paperogiallo, la penso esattamente come lui. Come può avvenire un vero rinnovamento (cioè nuove cose nuove!) in una società votata allo status quo; governata da settantenni in ogni centro, sia pur minimo, di potere; apatica e overcontrollata come la nostra?
La rivoluzione cova dentro la nostra testa e si esprime nei più svariati modi: il più bello per me è quello delle invenzioni che diventano di tutti. Cent'anni fa dire cinema, aereo, automobile, tv ma anche democrazia, trapianti di organi o divorzio, era pura eresia. Oggi è banalità.
Il tema dello studio di un ddl sul controllo della rete in Italia, ottimamente commentato anche sul blog di Gio, oltre che su quello autorevole di Stefano Hesse che in Google ci lavora, oltre al potenziale contrasto con le Direttive Europee in materia di libertà di libertà di informazioni dà l'idea di quanta strada occorrerà ancora percorrere, in questo senso. Se la vediamo con questi occhi desiderosi di nuovo, non vi sembra un pò di vivere nel romanzo 1984 di Orwell?
La rivoluzione è dentro ognuno di noi e ne sono convintissimo, perchè tutto ciò che ci rende la vita bella e piacevole nasce dall'ingegno e dalla passione dell'uomo: va lasciato esplodere!!
Quante Marissa Mayer ci sono, anche vicino a noi, che vengono bloccate dalla logica del dilemma del prigioniero che domina nella nostra società? Troppe.
Magari questa è l'occasione giusta: qualche sicurezza in meno offrirà qualche opportunità in più e ci ritroveremo con un orologio in meno da indossare, o un'auto più piccola da guidare, ma con la forza e la motivazione di liberare l'energia e l'anticonformismo culturale. Tutto ciò che ci serve per far partire la rivoluzione dal nostro letto (citazione dotta), quando ci alziamo la mattina.
Però ac du marùn! Troppo serio, d'altronde il momento è troppo stupido perchè ci si possa anche divertire sopra!
Per stemperare: timbrato il passaggio su Stoccolma, la madonna quante belle figliole! Andateci, visitatela e mi ringrazierete, davvero!
A presto, stavolta per cazzate a tutto spiano.


