giovedì, giugno 26, 2008

Sta tutto qui?

"Successo significa andare da fallimento a fallimento senza perdere entusiasmo".

Winston Churchill - Il più illuminato conservatore della Storia.

martedì, giugno 24, 2008

Italia

Lavorare stanca, ma a volte mi dà la possibilità di vedere posti del genere.








Più viaggio e più mi rendo conto di quanto l'Italia sia la vera e propria tesoreria delle bellezze artistiche e naturali del mondo.
Chi indovina dov'ero? Suggerimentino che capiranno in due: bipompica!
Sempre vostro
ev

mercoledì, giugno 11, 2008

Dubailand

E venne il giorno che andai a Venezia e presi un aeroplano per gli Emirati Arabi Uniti, precisamente per Dubai.
Stetti quattro giorni, poi tornai in Emilia, a casa mia, sempre via Serenissima ("Se te gà l'aparecchio te ghe lo dirà, dio càn!").
Perchè sì, dopo soli 4 giorni me ne andai da quel Dubai afoso, calorifero, ammorbante.
Me ne andai da quel Dubai futurista, immaginifico, enorme. Quel Dubai-cantiere.
Eccerto, me ne andavo da quel luogo di religione, di affari, di soldi di fighe russe di emiri di grattacieli di palme di mondi di vele di cantieri, di acqua col sale e senza sale.
E me ne andai da quell'hotel col receptionist sudafricano, la concierge tunisina, la cameriera malese le puttane ucraine le inservienti pakistane e i proprietari americani.
Me ne andai da quel posto che fa anche 5 gradi all'alba in gennaio, ma anche 30 a febbraio financo 40 de notte e 50 di giorno a giugno.
Me ne andai dal Dubai della Emirates delle Dhiram, della sabbia, delle strade del mare lontano delle piscine del sushi dei "tremendous deal", quell'oriente così occidentale così ricco così finto così alieno.
Me ne andai da quelle pompe di benzina a 18 centesimi di euro al litro, da quel caldo maiale, da quell'acqua schifosa e sinonimo di riccheza, me ne andai da quel finto pulito e vero sporco.
Me ne andai da quel Dubai di merda! E mi misi in affari con l'Oman.

Sempre vostro

Vice/Manu

Soundtrack:
Remo Remotti - Mamma Roma, addio!

mercoledì, maggio 28, 2008

Ci pensavo da un pò, e non solo io.. Che città sei?

Non prendetemi per matto (e scusatemi per l'assenza, ma i cieli d'Europa solcati in orizzontale, verticale e diagonale hanno influito... e poi avevo troppe cose da dire e non mi decidevo), ma questa domanda mi ronzava in testa ormai da anni, soprattutto da quando alcuni amici hanno compiuto la scelta consapevole di cambiare città, nazione e hanno deciso di farlo per la vita.

Perchè accade tutto questo?

Ora, è noto a tutti come Nick Hornby, alcuni amici ed io viviamo di classifiche e guidiamo la nostra vita grazie a loro. Ne ho redatte di ogni genere negli anni, da quella sul miglior terzino sinistro della Fiorentina a quella sul migliore "B side" dei singoli degli Oasis, ma sulle città no, non sono riuscito mai a metterle in aperta comparazione. Troppe cose da buttare sulla bilancia del confronto, dal clima agli intrattenimenti, dalle chance di lavoro a quelle di vita.. e poi il posto in cui si nasce dà un certo tipo di imprinting che non puoi poi "lavare"... anche se molti sembrano stare bene solo lontano dalla propria hometown, oppure dopo un lungo periodo passato all'estero si riscoprono persone nuove.

E dunque?

Una risposta americanocentrica arriva dall'economista visionario Richard Florida, il quale dopo aver enunciato nei suoi precedenti scritti la propria teoria circa l'Economia della "Classe Creatività" e di come essa governerà il mondo del futuro (più idealista che neorealista il ragazzo..), arriva con questo nuovo libro "Who's your city"(chissà mai se arriverà in Europa arricchito di nuove sezioni ad hoc) a indicarci la via del nostro futuro, nel posto più adatto a noi.

"La nuova classe creativa sta rendendo sempre più il luogo in cui vivere la più importante scelta della nostra vita!", questo il suo postulato di partenza. In effetti, per certi versi è lapalissiano: un pubblicitario si troverà meglio a Milano, un broker finanziario a Londra o NY...
Però c'è dell'altro.

C'è la parte non facilmente misurabile, quella offerta dai viaggi, dalle amicizie, dagli amori vissuti in luoghi che rimangono nella mente e poi finiscono con il ritornare. Oppure da casi della vita (I tipping points!) che ci fanno piovere in un posto e non abbandonarlo più.

Fino a un paio di generazioni fa, questi concetti non avrebbero trovato spazio, se non tra gli emigranti. Si nasceva e si cresceva in un posto, e l'eminenza grigia al massimo era il farmacista del paese.

Ma ora no, viviamo nell'economia del trasporto e della multiresidenzialità di vita.
Sarà il prossimo viaggio in Dubai a suggerirmi tutto questo, ma anche pensando a me stesso, pur rimanendo profondamente legato al mio triangolo territoriale emiliano-romagnolo, che rappresenta il germe di tutto quanto sono ora, anche io ho almeno tre città-sogno nelle quali sto vivendo vite parallele ed immaginarie, che magari potranno diventare vite future: Firenze, Londra, San Francisco. Ci sono mille ragioni e nessuna, ma ormai mi considero non un viaggiatore ma un pendolare da e per quei luoghi.

E voi, ci sono luoghi del cuore, città in cui avete vissuto, vivete o vivreste che pensate vi possano rappresentare al meglio, nelle quali tirereste fuori il meglio di voi? O è solo il luogo in cui si nasce la vera città che siamo?

E su questa scia il discorso credo potrebbe allargarsi alle professioni, ma anche al concetto stesso di famiglia. Facile dirsi controcorrente o spiriti liberi, più dira liberarsi degli schemi o delle convenzioni.

Un'amica recentemente mi ha suggerito: "ognuno dovrebbe definire il proprio concetto di famiglia, quindi metterlo in pratica" e mi ha trovato d'accordo. Nelle convenzioni ce n'è una sola, per chi non l'accetta la soluzione è la fuga o l'accettazione dello stato delle cose. Invece si potrebbe cercare di perseguire davvero i propri presupposti di benessere e felicità, soprattutto quando si ha la straordinaria fortuna di riscire a condividerli con qualcuno.

E come si fa, quando si cresce nella convinzione di dover diventare ingegnere, quando invece dentro ci si sente tanto cuoco? Occorre coraggio per essere all'altezza dei sogni che ognuno di noi crea. Nella città giusta, forse è più facile tradurli in realtà.

Quello che davvero ci manca, in misura diversa ma davvero un pò a tutti in Italia, è il coraggio di seguire ciò che davvero si è. Speriamo arrivino presto quei giorni.

While reading this, please listen to:
- Radiohead; Creep
- Red Hot Chili Pepper; Under The Bridge
- Pink Floyd; Any Colour You Like
Vice/Manu

martedì, aprile 29, 2008

Tra gli Highlander

Una volata a Glasgow... prima del roadshow di maggio.
Ragazzi, oh com'è allegra la Gran Bretagna!




Ma soprattutto che calore, orgoglio, rispetto.
Che bello meritarselo, che bello emozionarsi per un applauso che forse ha cambiato per sempre la mia percezione su queste cose.

E voi, quand'è stata l'ultima volta che vi siete emozionati per qualcosa di totalmente inaspettato?

A Roma Papa tedesco, sindaco alemanno.... e tutti che svoltano sempre a destra! Ma in provincia precedenza a sinistra!

Soundtrack del post:
Goldfrapp - Happiness

Vice/Manu

martedì, aprile 15, 2008

Diamoci al giardinaggio dei "Fiori del male"


Abbandono in fretta l'argomento di sotto, e passo ad altro..
Dopo un pò son tornato a vedere un concertino intimo, i Baustelle.
Loro bravi, gli intermezzi di Battiato apprezzati, le vecchie canzoni son sembrate le meglio interpretate, tutta la piccola folla si è innamorata di Rachele, gli ammonimenti nei testi spero siamo stati raccolti.
Vederlo con amici cari e nuove conoscenze, aggiunge sempre qualcosa di essenziale alla scena.
Una cosa di nicchia, insomma, ma di classe aussi.
Per il resto, con l'aria che tira, possiamo darci al giardinaggio... Per fortuna non avevo ancora pagato il bollo della macchina! (non è mia, è una cit. dal blog di Linus - linus.blog.deejay.it
PS: ringrazio sentitamente i due lettori che non commentano (dai fatelo!) ma mi dicono in faccia che leggono e apprezzano il blog! Non sapete quanto mi fa piacere sentirmelo dire.
A presto
Vice/Manu

lunedì, marzo 31, 2008

13 giorni alle elezioni. Votiamo? Che COSA votiamo?

In effetti il tema è di attualità. Pur restando forte il mio scetticismo sulle opzioni in campo (e sul valore stesso del voto, tra le altre per l'attuale legge elettorale, ma non solo..), ho trovato questo interessante test che mi ha dato il seguente risultato:


Praticamente un socialista. Te pareva... peccato che dietro un simbolo e ideali bellissimi, ci siano facce piatte impossibili da ricordare.
E voi, dove siete sulla mappa?

PS: look at the counter!

Vice/Manu

giovedì, marzo 20, 2008

Spring is in the air, cool music on air!

E finalmente, pare che ci siamo.
Primavera: luce, colori, odori.
Musica che esce dai finestrini aperti...
Qui a Bologna non può non essere l'ormai adolescente carboniana...

"..Di colpo,
oggi come allora, la stessa
fatica a stare, in casa
e annusando l’aria, di nuovo
con la stessa smania, di allora
con la stessa voglia, di andare.. "

e la venticinquenne evergreen, sparata direttamente dallo stereo di una R4

".. Aaaaaaaaaaaaaaria,
ti respiro ancora sai
nell'aaaaaaaaaaaaaria,
ti scaccio ma ci sei!
voooooooooooooooglia,
tanta voglia dentro me.. "

o addirittura liriche e melodie britpop da eterno sabato del villaggio:

"..And I want you to know
I've got my mind made up now
But I need more time
And I want you to say
Do you know what I'm saying?
But I need more ....
Coz I'll be you and you'll be me
There's lots and lots for us to see
There's lots and lots for us to do
She is electric, can I be electric too??!!"


E d'un tratto si moltiplicano incontri, progetti di vacanze, notti in giro, viaggi in macchina, voli per il mondo, nuovi progetti.. toh anche sogni.. bellissimo!!!!!


Vice/Manu

mercoledì, marzo 12, 2008

The "Tipping point"

Sapete bene che capita a tutti noi, rare volte, di vivere episodi minimi, godere di momenti leggeri, semplici e piacevoli che, presi da soli, non dicono o muovono proprio nulla ma in un preciso e definito momento generano qualcosa di conseguente ed enormemente più grande, tumultuoso magari, certo definitivo. Quel preciso istante del cambiamento, sia esso voluto o indotto, è il "tipping point".
Come una piccola cosa può fare una grande differenza, dice Michael Gladwell nella sua opera saggistica in cui affronta il tema: può essere applicato dalla diffusione del raffreddore (o AIDS)fino alla vendita degli Ipod, poichè vale sempre la "regola dei pochi", che muovono i comportamenti delle masse.
Ma è delle conseguenze private e personali, piccole azioni che virano l'intera vita in maniera definitiva, che volevo parlare.
C'è chi alza gli occhi e vede la donna o l'uomo che cercava da sempre e la sposa, chi perde un aereo per il rientro, chi risponde ad una telefonata, chi accetta una promozione al lavoro e chi cambia programma all'ultimo: la volontà e il fato sono intrecciati.
Per vivere questi momenti occorre dunque un "innesco", ma applicato ad una situazione ambientale, interna ed esterna, ideale.
Naturalmente possiamo averli vissuti, o solo sognati di vivere; comunque sia, da quegli attimi, sempre rari ed ineffabili per definizione, deriva una trasformazione irreversibile.
Ne volete alcuni miei?
Un "no" ormai teenager, detto ad un'amica che però era qualcosa di più, che ovviamente mi ha portato a quello che sono ora (ricordarsi nel dubbio di dire sempre di sì!).
Un annuncio appeso alla bacheca della facoltà di Scienze Politiche di Bologna, nel giugno 1994, che mi ha guidato verso il periodo dell'eccesso e della felicità (attaccare sempre biglietti, chiedere, informarsi!).
Un abbraccio alcoolico alle tre del mattino nell'estate svagata del 2003, seguito esattamente dalle azioni che andavano fatte e dalle parole che andavano dette per unire due persone per la vita (dire sempre, alle persone importanti, quel che si pensa di loro!).
La risposta a quell'annuncio di lavoro su un sito web che sembrava finto, e che mi ha portato dritto dritto in giro per il mondo (mai restare con le mani in mano!).
Il biglietto che non ho voluto metterle nella borsetta, quella sera in pizzeria (believe in your sixth sense!).
E voi, quali sono stati i vostri "tipping points"?

Chissà se stiamo per viverne uno imminente, o se gli abbiamo gli appena chiuso la porta in faccia.


Colonna Sonora del post:

Lauryn Hill - Everything is everything
Amy Winehouse - Tears Dry On Their Own
Joss Stone - Music

martedì, marzo 04, 2008

Il destino nei numeri: 2-3 il 2/3!!

Mi ero ripromesso di non parlare più di calcio qui sopra perchè è naturale cadere nelle considerazioni da tifoso, ma questa gioia è troppo grande per essere tenuta nascosta. Grazie ai numeri sarà facile ricordare l'impresa ma ditemi: chi ha sceneggiato questo film? :)





Il sole di domenica, non lo dimenticherò mai.

Vice/Manu

venerdì, febbraio 22, 2008

Italy's mess

Mentre rimango in attesa che le storielle simpatiche si coagulino bene nella testa, rimane alto il mio livello di critica generale. Ad esempio, per cose come questa:



questa foto l'ho scattata ieri nell'edicola dell'areoporto internazionale Zaventem di Bruxelles, ed è l'edizione internazionale del 15 febbraio del newsmagazine americano Newsweek, settimanalino di informazione che svenducchia in tutto il mondo tipo 4 millioni di copie (dati del 2003, fonte wikipedia). Se volete saperne di più di quel che hanno scritto, cliccate qui
Ora, il lavoro mi porta spesso in giro e vi assicuro che, al di là delle Alpi, tranne che per qualche bel vestito o alcuni buoni piatti e vini, di noi si parla pochissimo. In una ipotetica rassegna stampa dei vari paesi del mondo, sarei certo che veniamo dopo la Spagna.
Quando qualche direttore decide di fare un approfondimento sull'Italia, escono copertine come queste, che vanno ad affollare edicole negli areoporti, hotels di tutto il mondo, uffici di direzione ovunque e vengono viste da milioni e milioni di persone. Ma vi rendete conto che cosa significhi questo, in termini di appeal-paese?
Non voglio nemmeno entrare nel merito se abbiano detto verità scritte o abbiano lavorato di pura generalizzazione: probabilmente, come sempre, un mix delle due cose.
ma cazzo lo sapete tutto questo quanto denaro perso significa? Quante intenzioni di vacanze in Italia diventeranno prenotazioni in altri luoghi? Quante velatissime ipotesi di investimento in Italia verranno dirottate altrove? Vogliamo renderci conto di quale scarsa considerazione godiamo nel resto del mondo? E non venitemi a dire che sono esterofilo, perchè amo il mio paese e tutte le mille virtù e qualità che solo noi abbiamo, ma cazzo ci siamo fermati e tutti ci stanno sorpassando!
Quest'Italia governata da VECCHI che non mollano le poltrone e non passano la mano, questo paese la cui classe dirigente dell'ultima generazione, senza idee e senza coraggio, ha fallito miseramente lasciandoci un futuro tutto da ricostruire DEVE ESSERE PASSATA DI MANO!
Le nuove generazioni, i giovani che vivono nel rincoglionimento perchè privi di ogni responsabilità mai delegata loro, che dopo la laurea con lode fanno le fotocopie o rispondono al telefono devono devono essere rese ATTIVE!
Migliaia di teste pensanti se ne sono andate, con le loro idee, ad arricchire i paesi esteri. Vanno richiamate in Italia, perchè senza una cultura visionaria moderna e competitiva continueremo ad essere quello che sempre più siamo, cioè non solo il museo ma anche la barzelletta del mondo.
E mentre ci pensiamo, ricalcolano la crescita del nostro PIL dall'1,7% allo 0,7, mentre la Francia e la Germania hanno un punto più di noi, e la Spagna due.
Almeno, quando sentite dire che noi europei siamo tutti sulla stessa barca, non credetegli.

Vice/Manu

venerdì, febbraio 15, 2008

Toh, i manganelli si spezzano come un grissino



Prosegue il processo per la morte di Federico Aldrovandi, e nuovi particolari emersi fanno davvero pensare, per non dire di peggio. Telefonini che squillano a vuoto, nessun testimone oculare, volanti che arrivano e ambulanze che non vengono chiamate.

Manganelli che si spezzano come un grissino.

Un diciottenne mio concittadino, la cui vita si chiude tragicamente dopo un sabato in discoteca e un incontro con le forze dell'ordine, cui fa seguito una "crisi respiratoria" fatale.

Un questore rimosso, la difficoltà di assegnare il caso, la calma apparente nella tranquillità della provincia. Ma soprattutto il coraggio di una madre che non si rassegna all'oblio del rimpianto per non aver cercato la verità. Un blog che muove le coscenze, in attesa che anche quelle degli agenti vengano toccate dalla compassione.

Solo la verità ci potrà togliere la paura verso chi ci dovrebbe proteggere.

venerdì, febbraio 08, 2008

Baustelle, e così sia


Finalmente c'è del nuovo e del bello nella musica italiana, i Baustelle
Comprate AMEN, ruubatelo, tendete l'orecchio, ascoltatelo a volume alto, poi riascoltatelo.
Riflettendoci, non è impossibile resistere al mercato....
Grazie a Vitto che mi ha messo la pulce dell'interesse per loro. Certo, ormai li si vede ovunque e questo disco ha avuto un lancio incredibile, ma cazzo fatemi dire che c'è una bella differenza tra lanciare qualcosa di geniale come Amen e farlo con tutta quella merda che c'è in giro. No?
Ho parlato così bene, che me lo dico da solo: AMEN!
Vice/Manu

martedì, febbraio 05, 2008

il "photoblog" del 2007



No, dico.. ma chi ce l'ha un riassunto illustrato di 365 giorni così bello?

Se non ci sei, manca uno dei protagonisti!!

ev

mercoledì, gennaio 30, 2008

Il nostro bar, la nostra casa


Per lungo tempo, troppo, è andata così, come vedete sopra.
Serranda abbassata, luci spente, zero macchine e zero persone. Ora ha riaperto, e un fremito ci percorre. Il Bar Scandiana!
Sì lo so ce ne sarebbero mille altre da dire qui sopra: il governo cade, la missione in India si cancella, la lobbying a Bruxelles si apre, l'assenza di un amico ora madrileno già lo so che sarà difficile da sopprotare, i weekend mixati con gente diversa ma tutti a loro modo splendidi, che mi rendono così cosciente ed orgoglioso che il tempo speso con ognuno di loro è puro piacere..... tante cose che non dico, perchè c'è qualcosa che ha la precedenza.
Siamo stati tutti più isolati, più scontrosi, più soli direi, con l'assenza del nostro bar.
Perchè come ha detto Vasco Rossi in una felicissima intervista, anche per parecchi di noi c'è stato un tempo in cui "a casa si mangiava e si dormiva, per il resto c'era il bar, che era il salotto e anche l'ufficio..".
E' stato davvero così, quasi come se solo la chiusura dello Scandy ci avesse costretto a diventare grandi, impegnare le giornate di lavoro, viaggiare, qualcuno sposarsi e diventare padre.... solo perchè ci era impossibile continuare i pomeriggi nella sala del biliardo! Noi volevamo continuare a fare quello e solo quello!
Ma ora riapre e per questo tornerà nella nostra quotidianità, riportandoci un pò il senso e il piacere di quel dolce far niente che ha riempito, per periodi brevi o lunghi, i nostri anni postadolescenziali e non solo. Perchè lo Scandy, a seconda di chi entra, è l'accademia del biliardo, L'Inter club, un covo della Contrada di Santa Maria in Vado, la Sede Unica del Gruppo Fefo, l'Università del commento sulla SPAL ed il calcio locale. Perchè non ha niente a che vedere con gli stilosi bar del centro e di ragazze puoi star certo che è difficile che ne incontri. Perchè però se entri sai che ti arriva un saluto caldo, speciale. perchè se vai, a qualunque ora, speri sempre di incontrare l'amico, soprattutto quello che non vedi da un pò. Perchè sentirai sempre una battuta che ti farà ridere, e ti accompagnerà nei giorni a venire.
Perchè ognuno ha un proprio bar, e lo Scandy è il nostro.
Per questo tutti hanno voglia di scrivere della sua riapertura, dagli amici cari sui loro blog fino ai politici di rilevanza nazionale, con un lungo passato da "barscandianisti".
Se devo chiudere con una sola immagine che mi ricordi lo Scandy, per me la prima rimane l'adunata per la partenza per le vacanze in Puglia nel 1993, nei nostri 18 anni... tutti in posa davanti all'ingresso con le nostre magliette nuove e il topo che sorride gigante, dietro.
Naturalmente io non c'ero, sono ricordi di fotografia.. non mi ricordo più il perchè ma raggiunsi gli altri in treno, solo, il giorno dopo... ;-)
Vice/Manu

lunedì, gennaio 14, 2008

Ferrara - Riva Cucina - Berkeley: come si dice sono orgoglioso?



C'è voluto un pò ma alla fine, soprattutto grazie a certi amici, ce l'abbiamo fatta.

Se i ferraresi capiteranno dalle parti della east bay, d'ora in avanti sapranno dove andare per pranzo o cena. Sembra poco, ma quando riesci in qualcosa c'è un che di orgoglio che pervade, ma non tanto per essere riusciti a fare qualcosa che non si credeva possibile, soprattutto per aver forse fatto qualcosa di utile per qualcuno di speciale. Se ne volete sapere di più sul Riva Cucina e la sua storia, cliccate qui. Per vedere l'intervista di Massi a telestense, cliccate qui.

Jen, ever since I watched Telestensey the brighest smile is yours!

E poi, abbiamo portato i "croccali" sul giornale!

Aloha

martedì, gennaio 08, 2008

New year's eve 2007



Serata tranquilla e piacevole et voilà, siamo già nel 2008!
Accompagnati dai fiati dei Kool and the Gang, KC and the Sunshine Band, Bee Gees e tutti i classici della Disco Dance degli anni '70, manco fossimo al revival della Baia degli Angeli mentre invece era il solito Darsena80 che ci ospitava (che si legge Pier80!), nel suo consueto ruolo di porto di mare, siamo scivolati nell'anno bisesto con tutte le nostre aspettative e le guancie arrossate.
Push up, keep on flying amici miei!

PS: questa è la foto migliore che avevo, figuratevi le altre...

Aloha!

ev

London, a loved jump!



Londra, ogni tanto bisogna andare. Cambia sempre, è sempre la stessa.
Gente, chaos, ragazze con guardaroba sempre troppo estivi, camminate, sms sbavanti, CD acquistati, calcio, gru in azione, ricordi, i Verve nelle orecchie, l'idea di andare ad Abbey Road, cene orribili ma internazionali e piene di sorrisi, inglese non stentato ma incompreso, Queen Elizabeth in tasca, serate a Soho, shopping a Paul Smith outlet, ricordi, the Tube, Glocester e Leicester, Gallerie Moderne gratuite, il mondo che passeggia lungo i marciapiedi, Sleeepers nelle orecchie, 4-4-2, Time out and The Big Issue, "Mind the Gap", i concerti sognati e gli stadi esauriti, gli struggenti ricordi, la personale promessa che fino ai 40 ci andrò tutti gli anni perchè è così e basta.

Aloha

ev

New year's eve 2007

venerdì, dicembre 21, 2007

Il lungo viaggio



Ora,
immaginatevi di percorrere questa strada (che esiste, si chiama 1 e corre lungo l'oceano pacifico tra la California e il confine con il Canada - la foto l'ho scattata io).
A piedi, in auto o, come è successo a me, su un pick up. Infilatevi l'Ipod, accendete la radio e ascoltate l'inizio dell'ultimo album di Ben Harper.
Ecco che attacca "fight outta you", siete pronti a muovervi e, finalmente, pensare.
Perchè non ci sono distrazioni, solo il tramonto, le onde, il vento, l'asfalto e voi.

La prima cosa che salta in mente è che la strada da fare è tanta, tanta per raggiungere quelle luci in fonto, ma molta di più dopo, ben oltre le montagne o la linea dell'orizzonte. E' la linea della vita, una linea su cui ognuno di noi ha scritto qualcosa, e giorno dopo giorno si sforza per aggiungere qualcosa che sia piacevole, bello, curato.

A volte conviene guardare in basso, pensando al passo dopo passo, accerchiati dalle 1000 contingenze che ci riempiono la giornata a volte è già un miracolo riuscire a stare in strada, figuriamoci alzare gli occhi.
Altre volte, come ora, è una bella giornata chiara e tersa, proprio adatta a rallentare e guardare là in fondo, alla fine della "lifeline".

Cosa ci vorrete scritto, sopra a quella linea, quando alla fine vi volterete indietro per guardarla un'ultima volta? Sta tutto qui, far collidere le intenzioni alle azioni, accantonando l'idea che il compromesso sia un comandamento non scritto.

Un amico ieri mi ha ammonito, citando uno storico statista americano: "Chi rinuncia alla libertà in cambio della sicurezza non merita, né mai avrà, l'una e l'altra". Sta tutto qui.

Se la strada è curva, e si è deciso di percorrerla in diagonale come ho fatto io, l'unica via di fuga è di prendersi delle libertà, forse rischiando alla sicurezza di viaggiare sempre in mezzo, ma cogliendo tutte le opportunità di rendere più interessante il viaggio. In modo da scrivere di più, e meglio, cose nuove e dunque interessanti.
Arrivati a questo punto l'album volge al termine e siete ormai alla suite finale, Ben harper ci rapisce e ci saluta ma poca strada è stata fatta, il cammino rimane intatto e molti altri album dovranno passare.

nel frattempo, tra un corridoio di strette di mano e un silenzio assordante, ho capito ancora una volta che per piacere ed innamorarsi non occorre vincere, spendere, urlare: basta essere i migliori sè stessi. I compagni di viaggio lo renderanno più pieno, più complesso, più scritto.

ev