lunedì, dicembre 25, 2006

mercoledì, dicembre 20, 2006

Un tranquillo derby di provincia


Poi domenica Rovigo-Spal, naturalmente come tutti sotto sotto sapevano, ci hanno rullati.

Poi all'uscita le cose montano un pò... un pò di casino documentato, ma nulla di che.


Il commento finale al weekend è quasi obbligato: "Ma non sarebbe molto meglio andare a figa certe volte???"


Aloha



mp

"Sull’Arno d’argento, si specchia il firmamento...”


Sono quasi emozioni troppo belle per essere non solo raccontate, ma anche mostrate...

La partita il viaggio la tensione, tutto passa in secondo piano per un minuto almeno.


Sinceramente, è un peccato non viverla tutti i giorni quella città, pur con tutte le sue contraddizioni.


mercoledì, dicembre 13, 2006

Women show


Sono stato al Motor show.... non sembra ma non è una fiera, è più, come si dice, una kermesse.
Sì, c'ero stato anche nelle giornate riservate agli operatori, ma ero là per lavoro...

E poi il bello è vedere le cose quando sono godibili da tutti, per capire se funzionano.
Che ho visto dunque? Automobili ce ne sono tante, ma chi le riesce davvero a vedere?

Invece qualcos'altro, nonostante la calca, si riesce a vedere benissimo.. ed è la vera traenza di questa manifestazione!

Aloha

martedì, novembre 28, 2006

When to start


E' un bel momento, Seth Godit nel suo piccolo risponde alla grande, idealmente, alle parole di Steve Jobs di ieri.
When to start.
La vita sa essere una corsa meravigliosa.

The best time to start is when you've got enough money in the bank to support all contingencies.
The best time to start is when the competition is far behind in technology, sophistication and market acceptance.
The best time to start is when the competition isn't too far behind, because then you'll spend too long educating the market.
The best time to start is when everything at home is stable and you can really focus.
The best time to start is when you're out of debt.
The best time to start is when no one is already working on your idea.
The best time to start is when your patent comes through.
The best time to start is after you've got all your VC funding.
The best time to start is when the political environment is more friendly than it is now.
The best time to start is after you've got your degree.
The best time to start is after you've worked all the kinks out of your plan.
The best time to start is when you're sure it's going to work.
The best time to start is after you've hired the key marketing person for the new division.
The best time to start was last year. The best opportunities are already gone.
The best time to start is before some pundit declares your segment passe. Too late.
The best time to start is when the new generation of processors is shipping.
The best time to start is when the geopolitical environment settles down.
Actually, as you've probably guessed, the best time to start was last year. The second best time to start is right now

"You've got to find what you love"

L'occasione della ri-lettura nel posto di Antonio mi ha portato a pensare nuovamente alla forza di questo discorso che Steve Jobs ha tenuto ai laurati di Stanford nel giugno 2005.
E' qualcosa di diromprente, è la vita e la libertà; il progresso e il futuro; la gioventù e il sogno.

Lo regalerò a natale, sottoforma di grande biglietto, a chi tra quelli che conosco pensa di avere smarrito la via, o che pensi che l'unica via sia bella dritta di fronte a lui..

Per quel che vi riguarda leggetelo. Poi rileggetelo. Poi, quando pensate che tutto sia scritto davanti a voi.. beh rileggetelo.

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Stay hungry, stay foolish

Sono onorato di essere qui con voi oggi alle vostre lauree in una delle migliori università del mondo. Io non mi sono mai laureato. Anzi, per dire la verità, questa è la cosa più vicina a una laurea che mi sia mai capitata. Oggi voglio raccontarvi tre storie della mia vita. Tutto qui, niente di eccezionale: solo tre storie.
La prima storia è sull'unire i puntini.
Ho lasciato il Reed College dopo il primo semestre, ma poi ho continuato a frequentare in maniera ufficiosa per altri 18 mesi circa prima di lasciare veramente. Allora, perché ho mollato?
E' cominciato tutto prima che nascessi. Mia madre biologica era una giovane studentessa di college non sposata, e decise di lasciarmi in adozione. Riteneva con determinazione che avrei dovuto essere adottato da laureati, e fece in modo che tutto fosse organizzato per farmi adottare fin dalla nascita da un avvocato e sua moglie. Però quando arrivai io loro decisero all'ultimo minuto che avrebbero voluto adottare una bambina. Così quelli che poi sono diventati i miei genitori adottivi e che erano in lista d'attesa, ricevettero una chiamata nel bel mezzo della notte che gli diceva: "C'è un bambino, un maschietto, non previsto. Lo volete voi?" Loro risposero: "Certamente". Più tardi mia madre biologica scoprì che mia madre non si era mai laureata al college e che mio padre non aveva neanche finito il liceo. Rifiutò di firmare le ultime carte per l'adozione. Poi accetto di farlo, mesi dopo, solo quando i miei genitori adottivi promisero formalmente che un giorno io sarei andato al college.
Diciassette anni dopo andai al college. Ma ingenuamente ne scelsi uno altrettanto costoso di Stanford, e tutti i risparmi dei miei genitori finirono per pagarmi l'ammissione e i corsi. Dopo sei mesi, non riuscivo a vederci nessuna vera opportunità. Non avevo idea di quello che avrei voluto fare della mia vita e non vedevo come il college potesse aiutarmi a capirlo. Eppure ero là, che spendevo tutti quei soldi che i miei genitori avevano messo da parte lavorando per tutta la loro vita. Così decisi di mollare e avere fiducia che tutto sarebbe andato bene lo stesso. Era molto difficile all'epoca, ma guardandomi indietro ritengo che sia stata una delle migliori decisioni che abbia mai preso. Nell'attimo che mollai il college, potei anche smettere di seguire i corsi che non mi interessavano e cominciai invece a capitare nelle classi che trovavo più interessanti.
Non è stato tutto rose e fiori, però. Non avevo più una camera nel dormitorio, ed ero costretto a dormire sul pavimento delle camere dei miei amici. Guadagnavo soldi riportando al venditore le bottiglie di Coca cola vuote per avere i cinque centesimi di deposito e poter comprare da mangiare. Una volta la settimana, alla domenica sera, camminavo per sette miglia attraverso la città per avere finalmente un buon pasto al tempio Hare Krishna: l'unico della settimana. Ma tutto quel che ho trovato seguendo la mia curiosità e la mia intuizione è risultato essere senza prezzo, dopo. Vi faccio subito un esempio.
Il Reed College all'epoca offriva probabilmente la miglior formazione del Paese relativamente alla calligrafia. Attraverso tutto il campus ogni poster, ogni etichetta, ogni cartello era scritto a mano con calligrafie meravigliose. Dato che avevo mollato i corsi ufficiali, decisi che avrei seguito la classe di calligrafia per imparare a scrivere così. Fu lì che imparai dei caratteri serif e san serif, della differenza tra gli spazi che dividono le differenti combinazioni di lettere, di che cosa rende grande una stampa tipografica del testo. Fu meraviglioso, in un modo che la scienza non è in grado di offrire, perché era artistico, bello, storico e io ne fui assolutamente affascinato.
Nessuna di queste cose però aveva alcuna speranza di trovare una applicazione pratica nella mia vita. Ma poi, dieci anni dopo, quando ci trovammo a progettare il primo Macintosh, mi tornò tutto utile. E lo utilizzammo tutto per il Mac. E' stato il primo computer dotato di una meravigliosa capacità tipografica. Se non avessi mai lasciato il college e non avessi poi partecipato a quel singolo corso, il Mac non avrebbe probabilmente mai avuto la possibilità di gestire caratteri differenti o font spaziati in maniera proporzionale. E dato che Windows ha copiato il Mac, è probabile che non ci sarebbe stato nessun personal computer con quelle capacità. Se non avessi mollato il college, non sarei mai riuscito a frequentare quel corso di calligrafia e i persona computer potrebbero non avere quelle stupende capacità di tipografia che invece hanno. Certamente all'epoca in cui ero al college era impossibile unire i puntini guardando il futuro. Ma è diventato molto, molto chiaro dieci anni dopo, quando ho potuto guardare all'indietro.
Di nuovo, non è possibile unire i puntini guardando avanti; potete solo unirli guardandovi all'indietro. Così, dovete aver fiducia che in qualche modo, nel futuro, i puntini si potranno unire. Dovete credere in qualcosa - il vostro ombelico, il destino, la vita, il karma, qualsiasi cosa. Questo tipo di approccio non mi ha mai lasciato a piedi e invece ha sempre fatto la differenza nella mia vita.
La mia seconda storia è a proposito dell'amore e della perdita
Sono stato fortunato: ho trovato molto presto che cosa amo fare nella mia vita. Woz e io abbiamo fondato Apple nel garage della casa dei miei genitori quando avevo appena 20 anni. Abbiamo lavorato duramente e in 10 anni Apple è cresciuta da un'azienda con noi due e un garage in una compagnia da due miliardi di dollari con oltre quattromila dipendenti. L'anno prima avevamo appena realizzato la nostra migliore creazione - il Macintosh - e io avevo appena compiuto 30 anni, e in quel momento sono stato licenziato. Come si fa a venir licenziati dall'azienda che hai creato? Beh, quando Apple era cresciuta avevamo assunto qualcuno che ritenevo avesse molto talento e capacità per guidare l'azienda insieme a me, e per il primo anno le cose sono andate molto bene. Ma poi le nostre visioni del futuro hanno cominciato a divergere e alla fine abbiamo avuto uno scontro. Quando questo successe, il Board dei direttori si schierò dalla sua parte. Quindi, a 30 anni io ero fuori. E in maniera plateale. Quello che era stato il principale scopo della mia vita adulta era andato e io ero devastato da questa cosa.
Non ho saputo davvero cosa fare per alcun imesi. Mi sentivo come se avessi tradito la generazione di imprenditori prima di me - come se avessi lasciato cadere la fiaccola che mi era stata passata. Incontrai David Packard e Bob Noyce e tentai di scusarmi per aver rovinato tutto così malamente. Era stato un fallimento pubblico e io presi anche in considerazione l'ipotesi di scappare via dalla Silicon Valley. Ma qualcosa lentamente cominciò a crescere in me: ancora amavo quello che avevo fatto. L'evolvere degli eventi con Apple non avevano cambiato di un bit questa cosa. Ero stato respinto, ma ero sempre innamorato. E per questo decisi di ricominciare da capo.
Non me ne accorsi allora, ma il fatto di essere stato licenziato da Apple era stata la miglior cosa che mi potesse succedere. La pesantezza del successo era stata rimpiazzata dalla leggerezza di essere di nuovo un debuttante, senza più certezze su niente. Mi liberò dagli impedimenti consentendomi di entrare in uno dei periodi più creatvi della mia vita.
Durante i cinque anni successivi fondai un'azienda chiamata NeXT e poi un'altra azienda, chiamata Pixar, e mi innamorai di una donna meravigliosa che sarebbe diventata mia moglie. Pixar si è rivelata in grado di creare il primo film in animazione digitale, Toy Story, e adesso è lo studio di animazione più di successo al mondo. In un significativo susseguirsi degli eventi, Apple ha comprato NeXT, io sono ritornato ad Apple e la tecnologia sviluppata da NeXT è nel cuore dell'attuale rinascimento di Apple. E Laurene e io abbiamo una meravigliosa famiglia.
Sono sicuro che niente di tutto questo sarebbe successo se non fossi stato licenziato da Apple. E' stata una medicina molto amara, ma ritengo che fosse necessaria per il paziente. Qualche volta la vita ti colpisce come un mattone in testa. Non perdete la fede, però. Sono convinto che l'unica cosa che mi ha trattenuto dal mollare tutto sia stato l'amore per quello che ho fatto. Dovete trovare quel che amate. E questo vale sia per il vostro lavoro che per i vostri affetti. Il vostro lavoro riempirà una buona parte della vostra vita, e l'unico modo per essere realimente soddisfatti è fare quello che riterrete un buon lavoro. E l'unico modo per fare un buon lavoro è amare quello che fate. Se ancora non l'avete trovato, continuate a cercare. Non accontentatevi. Con tutto il cuore, sono sicuro che capirete quando lo troverete. E, come in tutte le grandi storie, diventerà sempre migliore mano a mano che gli anni passano. Perciò, continuate a cercare sino a che non lo avrete trovato. Non vi accontentate.
La mia terza storia è a proposto della morte
Quando avevo 17 anni lessi una citazione che suonava più o meno così: "Se vivrai ogni giorno come se fosse l'ultimo, sicuramente una volta avrai ragione". Mi colpì molto e da allora, per gli ultimi 33 anni, mi sono guardato ogni mattina allo specchio chiedendomi: "Se oggi fosse l'ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?". E ogni qualvolta la risposta è "no" per troppi giorni di fila, capisco che c'è qualcosa che deve essere cambiato.
Ricordarsi che morirò presto è il più importante strumento che io abbia mai incontrato per fare le grandi scelte della vita. Perché quasi tutte le cose - tutte le aspettative di eternità, tutto l'orgoglio, tutti i timori di essere imbarazzati o di fallire - semplicemente svaniscono di fronte all'idea della morte, lasciando solo quello che c'è di realmente importante. Ricordarsi che dobbiamo morire è il modo migliore che io conosca per evitare di cadere nella trappola di chi pensa che avete qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c'è ragione per non seguire il vostro cuore.
Più o meno un anno fa mi è stato diagnosticato un cancro. Ho fatto la scansione alle sette e mezzo del mattino e questa ha mostrato chiaramente un tumore nel mio pancreas. Non sapevo neanche che cosa fosse un pancreas. I dottori mi dissero che si trattava di un cancro che era quasi sicuramente di tipo incurabile e che sarebbe stato meglio se avessi messo ordine nei miei affari (che è il codice dei dottori per dirti di prepararti a morire). Questo significa prepararsi a dire ai tuoi figli in pochi mesi tutto quello che pensavi avresti avuto ancora dieci anni di tempo per dirglielo. Questo significa essere sicuri che tutto sia stato organizzato in modo tale che per la tua famiglia sia il più semplice possibile. Questo significa prepararsi a dire i tuoi "addio".
Ho vissuto con il responso di quella diagnosi tutto il giorno. La sera tardi è arrivata la biopsia, cioè il risultato dell'analisi effettuata infilando un endoscopio giù per la mia gola, attraverso lo stomaco sino agli intestini per inserire un ago nel mio pancreas e catturare poche cellule del mio tumore. Ero sotto anestesia ma mia moglie - che era là - mi ha detto che quando i medici hanno visto le cellule sotto il microscopio hanno cominciato a gridare, perché è saltato fuori che si trattava di un cancro al pancreas molto raro e curabile con un intervento chirurgico. Ho fatto l'intervento chirurgico e adesso sto bene.
Questa è stata la volta in cui sono andato più vicino alla morte e spero che sia anche la più vicina per qualche decennio. Essendoci passato attraverso posso parlarvi adesso con un po' più di cognizione di causa di quando la morte era per me solo un concetto astratto e dirvi:
Nessuno vuole morire. Anche le persone che vogliono andare in paradiso non vogliono morire per andarci. E anche che la morte è la destinazione ultima che tutti abbiamo in comune. Nessuno gli è mai sfuggito. Ed è così come deve essere, perché la Morte è con tutta probabilità la più grande invenzione della Vita. E' l'agente di cambiamento della Vita. Spazza via il vecchio per far posto al nuovo. Adesso il nuovo siete voi, ma un giorno non troppo lontano diventerete gradualmente il vecchio e sarete spazzati via. Mi dispiace essere così drammatico ma è la pura verità.
Il vostro tempo è limitato, per cui non lo sprecate vivendo la vita di qualcun altro. Non fatevi intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. In qualche modo loro sanno che cosa volete realmente diventare. Tutto il resto è secondario.
Quando ero un ragazzo c'era una incredibile rivista che si chiamava The Whole Earth Catalog, praticamente una delle bibbie della mia generazione. E' stata creata da Stewart Brand non molto lontano da qui, a Menlo Park, e Stewart ci ha messo dentro tutto il suo tocco poetico. E' stato alla fine degli anni Sessanta, prima dei personal computer e del desktop publishing, quando tutto era fato con macchine da scrivere, forbici e foto polaroid. E' stata una specie di Google in formato cartaceo tascabile, 35 anni prima che ci fosse Google: era idealistica e sconvolgente, traboccante di concetti chiari e fantastiche nozioni.
Stewart e il suo gruppo pubblicarono vari numeri di The Whole Earth Catalog e quando arrivarono alla fine del loro percorso, pubblicarono il numero finale. Era più o meno la metà degli anni Settanta e io avevo la vostra età. Nell'ultima pagina del numero finale c'era una fotografia di una strada di campagna di prima mattina, il tipo di strada dove potreste trovarvi a fare l'autostop se siete dei tipi abbastanza avventurosi. Sotto la foto c'erano le parole: "Stay Hungry. Stay Foolish.", siate affamati, siate folli. Era il loro messaggio di addio. Stay Hungry. Stay Foolish. Io me lo sono sempre augurato per me stesso. E adesso che vi laureate per cominciare una nuova vita, lo auguro a voi.

Stay Hungry. Stay Foolish.

Grazie a tutti.
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venerdì, novembre 17, 2006

They're back!!!


Incredibile, ormai nessuno dei vecchi fans ci credeva più e invece son tornati, con un album che si chiama Reale ma che potrebbe tranquillamente essere definito CRXX ma anche con un sito web davvero bello e interattivo... i Casino Royale sono di nuovo tra noi, siamo tutti giovani.. e tutte le strofe mi ronzano magicamente in testa!

sabato, novembre 04, 2006

Duro lavoro...


Ebbene sì, tra una fiera e l'altra tutto il giorno, qui in Vegas....
Poi "Networking Reception", "Luncheon and Awarding"..... cazzate del genere.

Costretto ad imbattermi abbastanza spesso in situazioni come queste


Eccheppallllleee.... vero? ;-)

venerdì, novembre 03, 2006

I'm moving...

... precisamente da qui
















A qui





... e direi proprio due cose:

1 - C'è chi sta peggio di me, al mondo.
2 - L'Italia è amatissima e sinonimo di qualità e stile in infiniti settori, questo è evidente a chiunque capiti da queste parti.
E allora perchè, con evidente ragione, appena ieri il giovane e rampante direttore di ICE Torino mi ha confessato che, per lui, l'Italia come paese leadeship è ormai irrimediabilmente perso, e dovrà slamente pensare nelle generazioni future a come limitare la propria decadenza?

Un saluto

mp

lunedì, ottobre 02, 2006

And the answer is.....


Ebbene sì, è la regione Veneto.


Così come la Regione Campania vista all'areoporto di Schipol Amsterdam, e chissà quante altre iniziative in questo senso. Male. Il nostro mercato turistico è il mondo, come dimostra questo Survey commissionato da un'agenzia pubblicitaria statunitenze e internazionale (in cui noi c'entriamo direi niente) l'Italia è il brand paese più alto e appettibile tra tutte le nazioni del pianeta. Capito? Non i nostri turisti italici che stanchi di prezzi alti, code, disservizi e sporcizia se ne vanno in Croazia o Formentera. Il nostro mercato potenziale e reale è il mondo, e lo si affronta solo con un brand nazionale e tutti uniti. E da questo siamo davvero troppo lontani.

martedì, settembre 19, 2006

Esempio concreto di malaturismo italico


Cari tutti, facciamo un indovinello.

Questo è un cartellone pubblicitario che ho fotografato all'areoporto di Francoforte l'altro giorno.
Secondo voi che publicizza?

Saluti

martedì, settembre 05, 2006

Wrench and bricks


Eccoci qua cari amici, dopo delle ferie (ma non delle vacanze), alla vigilia di viaggi (ma non di ferie).... con molto lavoro attorno a una Wrench che rappresenta Autopromotec 2007 ,
e weekends di tempo libero a progettare il mio futuro... eeeeee già!

giovedì, agosto 24, 2006

Questione Turismo: cominciamo malino..

E dico malino perchè quando si passa da nulla a questo, non può essere malissimo: almeno ora se ne parla e c'è un obiettivo di fondo. Ma il metodo pereguito è sbagliatissimo!
Che senso ha far parlare gli italiano delle loro vacanze all'estero, per migliorare il turismo in Italia?
L'obiettivo deve essere il miliardo di potenziali turisti dell'Italia nel mondo, le campagne di comunicazione vanno fatte verso di loro e ascoltando loro. Invece che farsi spedire sms e email da tutta Italia, perchè non si convocano vari assessori regionali e provinciali e comunali; Presidenti di APT e di Consorzi di Tutela e Sviluppo; Amministratori di enti fieristici e congressuali e Direttori Generali di società di trasporti Aerei, marittimi e ferroviari, e dei relativi scali.
Poi a tutti si fa vedere il Country brand index, elaborato da una società terza che ci pone come il primo paese al mondo come attrattiva generale. Queste, signori miei, sono le basi!
Siamo già primi, il traguardo è subito di là, c'è solo da attraversare il piccolo turbolento fiume dell'inefficienza e del campanilismo.

Solo così i turisti protagonisti potranno esserlo davvero

martedì, agosto 22, 2006

La auto-tv

Sta cosa qui come tutte quelle nate negli ultimi dieci anni in NORTH CAL, mi affascina e mi inquieta allo stesso tempo... e noi, stiamo a guardare!

mp

giovedì, giugno 29, 2006

Non so più che succede, ma forza Gianluca Pessotto!

Una volta il calcio era sinonimo di sport, lotta, gioia, stare insieme, esultare ed incazzarsi, crescere sani, unire persone e popoli diversi... insomma qualcosa di assolutamente positivo!

Oggi è scandali, scommesse, telefonate minatorie, un sistema allo sfacelo, una cupola di clientelismo, un affarismo e non uno sport, doping, malattie incurabili... poi cose come quella di Gianluca Pessotto. La depressione certo, io non la conosco e non sono uno psicologo.. non so fin dove può portare.. ma credevo che bastasse avere due figlie come lui per preservarsi dai salti dal tetto. Invece no.

Il destino gli ha dato un'altra possibilità, speriamo lo riscatti verso la vita, magari aiutato da un calcio che riuscirà a tornare come è stato in passato, diverso da come ce l'hanno rovinato

mp

mercoledì, maggio 17, 2006

Son di G-MAIL!

Allora gente,

non sarò mai di fontebranda, ma ora grazie alle gentili intercessioni della Mariella, son di GMAIL!

Per cui emailatemi a manetta su mremanuelevicentini (no dico la finezza) (at) gmail.com

Orrait?


mp

venerdì, maggio 05, 2006

I "Furbetti del palloncino"




Che dite è un pò squallido tutto questo, no?
Le intercettazioni, la chiarissima sensazione che tutto, da tanto troppo tempo sia pilotato...

Non facciamo in modo di toglierci anche il calcio!!


PS: questo blog non è affatto morto.. al massimo (per ora) "dormiente"....

Saluti

lunedì, marzo 13, 2006

Le differenze USA - Italia

Sarà banalissimo, ma è anche attraverso cose come questa che gli USA, nonostante i vari spettri asiatici e non in grande avanzamento, rimangono il faro del nostro caro "migliore dei mondi possibili"...

Voi che dite?

Aaaaaaaaaaaaaaaah, felicità, con questo treno della notte sparirai.... - direbbe Dalla -

mp

lunedì, febbraio 20, 2006

Signor 2006

Anno che nasce sotto l'insegna delle migliori prospettive e cambiamenti: intanto il lavoro, Jennifer direbbe "exciting"!
E poi altri imperscrutabili orizzonti...

We
Will
See

domenica, febbraio 12, 2006

Alè Torino


Spero che tutto questo trasporti l'energia da Torino all'Italia, un paese che ha tanto bisogno di riscoprirsi bambino.


Ciao

mp

martedì, febbraio 07, 2006

Un programma per L'Italia

Eh no, Romano.... così proprio non va... è il momento dei programmi, delle scelte chiare, di parlare di un nuovo programma per il paese, non quello di denigrare un avversario solo per scendere al suo livello!

Giuro che darò il voto al primo partito che esporrà chiaramente il suo programma di governo!

Aloha

mp

martedì, gennaio 24, 2006

I feel it in my fingers, I feel it in my toes....

.. and love is all around me..... and everything I know....
Beh insomma amici miei, almeno ora ho la certezza che la mia ragazza ideale esiste, e neppure troppo lontana da me!
Viviamo su mondi paralleli d'accordo, ma potrei fare almeno una pazzia per lei, e sarebbe anche l'ora!

Al di là dell'aspetto estetico (che pure c'era in pieno, così come il look e in mood..) è stata LA CHIMICA che mi ha fatto deragliare... viaggio, non viaggio?

Però tutto questo mi ha fatto migliorare tantissimo l'approccio verso le giornate, e tutto il 2006 è partito sotto un nugolo di cambiamenti ed opportunità.... ve-dre-mo!!

Shiaaa-ffa!

venerdì, gennaio 13, 2006

In memoria di Federico Aldrovandi

Agghiacciante quello che è accaduto quella mattina di settembre, in una via qualunque di Ferrara.

Finalmente, dopo oltre tre mesi dal compimento del fatto, un blog su questa sporca faccenda, creato dalla madre del povero ragazzo deceduto, sta avendo il potere di portare questa vicenda sotto i riflettori dei mezzi di informazione nazionali, finora colpevolmente sordi.

Per la verità.

http://federicoaldrovandi.blog.kataweb.it/

mp

lunedì, gennaio 09, 2006

A.A.A. Cercasi notizie su olimpiadi invernali



XX Giochi olimpici invernali

Torino li ha voluti fortissimamente, l'ultimo regalo dell'avvocato, s'è detto da più parti.... le Olimpiadi invernali per la prima volta in una città metropolitana e non il una località alpina (almeno per caratterizzarne l'edizione..). E ora? a trentadue giorni dalla cerimonia inaugurale chi sa dove ha sfilato oggi la fiaccola olimpica? Chi conosce la nostra portabandiera, o almeno quelle dei maggiori paesi? Che fine ha fatto il marketing dell'attesa e il merchandising?
Chi conosce qual'è la mascotte dei giochi, chi ne possiede una? Nessuna scusa, finora le Olimpiadi invernali sono un gigantesco flop, tanto maggiore perchè una città metropolitana giunta ad un bivio e le sue molte amministrazioni locali hanno compiuto investimenti enormi per cercare, attraverso questo enorme evento, di riqualificarla definitivamente da città industriale per eccellenza, a polo turistico per lo sport, la gastronomia, la ricercatezza.
Mah............ la via per Barcellona rimane lunghissima, se mi dicono Piemonte io penso ai problemi della TAV, non alle Olimpiadi p.v.... sarà che i markettari della sinistra antagonista hanno qualcosa da insegnare a quelli del Toroc?

Almeno, cerchiamo di capire la lezione a livello nazionale, facendo cadere la nostra candidatura per gli europei 2012, va là!

Saluti

mp