martedì, dicembre 16, 2008

Tel Aviv: giovane, dura, nottambula, meravigliosa

Purtroppo ho terminato l'anno senza riuscire a completare quelle robe che ho lasciato troppo a lungo in "bozze". Come sempre, ho molto cazzeggiato. Mi scuso.

Anche se sono ormai passati una cinquantina di giorni, vorrei cercare di buttar giù due pensieri sull'esperienza del recente viaggio a Tel Aviv, visto tra l'altro che quelle terre, ancora una volta, sono purtroppo al centro delle cronache internazionali in questi giorni.

Innanzi tutto, da vero neofita dei paesi mediorientali e di Israele stesso, devo dire che avevo alcuni preconcetti legati al luogo che, poco dopo essere scesi dall'aereo ed entrati in centro città, sono letteralmente andati in frantumi.

E' un luogo bello, ma bello in una dimensione diversa da tutte le altre con le quali ho "misurato" le città in passato.

E' una città di 99 anni (festeggiamenti per il centenario avranno luogo durante il 2009, e questo mi ricorda l'incredibile 860esimo "compleanno" di Mosca del 2007), cresciuta in modo disordinato e caotico, influenzata da una molteplicità di stili architettonici che hanno coinciso con le diverse ondate migratorie verso Israele, la cosidetta Aliyah. Su di tutti domina il bianco e il Bauhaus, ma non è raro fermarsi lungo le strade e vedere opere di puro gaudismo, che paiono sottratte durante la notte dalle ramblas di Barcellona.
Non esiste una vera e propria struttura architettonica della rete viaria citadina, sì insomma Biagio Rossetti oltre 500 anni fa era stato molto più bravo, dalle mie parti. Questo comporta che il lungomare, stupendo nei colori e odori che ancora emana a fine novembre, a soli due blocchi nell'entroterra si disperda completamente, lasciando immaginare una città bianca ma non costiera, data l'assenza di bisettrici perpendicolari capaci di "trasportare" la sua essenza più su, verso l'interno. La causa, appunto, è il caos.
Come dicevo, la posizione geografica e il clima acchiappano l'attenzione. Entrambe impagabili. Ragazzi, c'è un tesoro all'angolo a sudest del Mediterraneo: una terra capace di offrirti una natura amica, frutti e spezie con sapori fortissimi e veri ma anche una brezza inebriante, nei 26 gradi di un post pranzo sotto un patio a due passi dal bagnasciuga. Godere di tutto questo per 9-10 mesi l'anno almeno (d'estate, mi è stato detto, c'è un clima assimilabile a quello delle isole greche come Creta: molto caldo ma ventilato, scarsamente umido, certamente migliore dei soliti appiccicaticci giugni lungo la valpadana) quanto vale? Per uno come me che arriva dalle pioggie novembrine dell'Europa e del nordamerica, non ha davvero prezzo.
Ho azzeccato il completo per gli incontri di business to business: quello acquistato per il matrimonio di A. e C., 2 settembre di tre anni fa. E qui è il 25 novembre...

Insomma, sotto diversi aspetti un luogo davvero unico, e come vedete sono stato ben attento a non toccare il tema dell'appartenenza religiosa, perchè non è di questo che vorrei scrivere. Basti pensare che l'ufficio di promozione ha investito, in Europa e negli USA, cifre ingentissime per attrarre nuovi turisti nelle terre di Abramo, con sensibili aumenti registrati nell'ultimo biennio, tanto da nominare l'industria turistica come uno dei motori dello sviluppo prossimo venturo del paese.
"Ma come? - direte voi - questi bombardano e vogliono i turisti?". Fermo restando che nel momento in cui ho visitato io si viveva una fase di tregua concordata con Hamas, vorrei comunque chiudere l'argomento sottolineando come Israele, e così il suo corpo militare, abbiano al loro interno una componente araba, cristiana, drusa... qui si parla di sionismo, non di ebraismo. E gli arabi, nelle loro molte componenti, sono quasi il 20% della popolazione israeliana. Poi, perchè dai territori della Cisgiordania, questa volta, non si è lavato alcun grido di lotta o sostegno agli irredentisti della striscia?
Di contro, dall'altra parte, drammaticamente si conano 280 bambini morti che l'informazione europea "israelianizzata" non ci mostra, ma un network mondiale molto più organizzato della nostra tv di stato come Al-Jazeera invece sì.. insomma una diatriba infinita nella quale non vorrei perdermi ulteriormente.
Vorrei invece ripetere quanto quella città sia bella, e giovane: penso di non aver parlato con nessuno che avesse più di 40 anni; le politiche nazionali di rafforzamento delle nascite hanno portato ad una strabiliante media di 3 bambini per ogni coppia trentenne. Infatti, passeggini ovunque. Ma anche bar a ogni angolo della strada (quindi, molto spesso, 4 ad ogni incrocio). Ristoranti che si riempiono a mezzanotte e città invasa dai suoni sovrapposti degli impianti stereo a palla nei locali ben oltre le 3AM. Nei flyers in giro, ho letto i nomi dei DJs più famosi del pianeta, evidentemente prossimi da un set magari al Barzilay, il club che pare vada per la maggiore.

Gli esempi delle impiegate all'Hilton e all'aeroporto al rientro, con la loro inflessibilità nella gentilezza, mi hanno ulteriormente dato conferma che, in questo posto, c'è gente con la spina dorsale. E tte credo: 3 anni di servizio militare obbligatorio per gli uomini, ma anche 2 per le donne e assai poche deroghe..
Certo, parlando (lingue ufficiali? ebraico e arabo. L'avreste detto? L'inglese lo parla anche il fruttarolo, poi in giro si sente frequentemente tedesco, russo..) in giro esce subito che qui, nonostante il sole più bello che abbia mai visto e il profumo dei datteri, il pericolo può sempre essere dietro l'angolo. Non è certamente un luogo semplice, ma la sua anima è estremamente caratterizzata e con caratteri di unicità. Se pensate a ciò che c'è intorno, dalle acque del Mar Morto alle alture del Golan, dalle città sante alle vallate e, oltre, al fascino del deserto, capite bene che - difficoltà a parte - tutto questo varrebbe certamente una lunga vacanza.
Ma la cosa che più mi ha impressionato è il mixture naturale di razze, ossia di diverse correnti migratorie lungo i decenni, dalla Germania e gli USA fino a Polonia, Russia, Italia, Marocco e addirittura Sudan le quali hanno occupato il nuovo stato, e soprattutto Tel Aviv, come nuovi cittadini di un paese.
Vivendo fianco a fianco sono poi compenetrati e oggi questo si riflette negli straordinari ed unici tratti somatici delle ragazze che si possono incrociare, bellissime, lungo tutte le strade e nei bar della città. Bionde con capelli striati e pelli meticce; creole dagli occhi chiari e abbaglianti, more ma con fisici di chiara natura slava... al di là della bellezza, ho pensato al fascino e al giusto di tutto questo, maledicendo che solo l'eresia di una religione abbia potuto produrre ciò.

"I preconcetti sono terribili". Questo, ricordo, è quello che pensavo in quei giorni. Ora, piuttosto, penso al trionfo della natura umana sull'uomo sociale.

Come dicevano i Groove Armada "If everybody look the same, we'd get tired of looking at each other", beh qui non si annoiano di certo. Tante cose su cui riflettere, dal trionfo della natura fino al meglio e al peggio dell'essere umano e le mille forme con cui tiene sempre ad esprimerlo.
Per il resto, una missione di stato trascurabile, all'italiana dove l'imprenditore, se non è amico di nessuno, viene lasciato al suo destino; si moltiplicano codazzi di pseudo dirigentelli politici romani appresso al sottosegretario di turno; appare il nostro Presidente, un buon'uomo che arrabatta un discorsino in italiano ma che quasi scompare di fronte alla statura - morale e storica - di Shimon Peres, presidente israeliano (e ringrazierò sempre il mio attuale lavoro per avermi dato la possibilità di vedere tutto questo dal vivo). Le volgarità della nomenclatura romana, sia di Stato che imprenditoriale, raggiungono vette di una tale estrema ridicolaggine, che non mi va nemmeno di racconatare. Vergognosi nel loro settarismo e qualinquismo che conferma, a mio parere, l'Italia come il paese più provinciale e disinteressato al mondo. Speriamo ci conquisteranno i buoni....

La sera prima del rientro apprendiamo degli attentati a Mumbai: i controlli all'areoporto Ben Gurion saranno infatti lunghissimi, qualcosa di completamente diverso e molto più complesso di quanto abbia mai visto finora. A compiere tutte le operazioni - due ore buone d'orologio, davvero - sarà però una ragazza gentile, inflessibile e carinissima, di massimo 25 anni, dei cui occhi mi innamoro in un nanosecondo e nel cui ricordo mi perdo, sul 747 che mi riporta a Francoforte, mentre mi servono, e solo qui accade, succo d'arancia, prosecco ma anche - solo su quasta rotta -thè alla menta.

Sul mio passaporto, in due sole pagine, la storia del 20esimo secolo: timbri e visti di USA, Israele (e chi entra più in Siria e Libano?) e Russia.
A breve la prossima!

3 commenti:

Giovannino ha detto...

Superlativo come sempre!!!

Ghedo ha detto...

Beh Vice...ho avuto modo di fare pubblicità al tuo blog descrivendo la tua scrittura come intensa, emotiva ed 'amica'..ma credo altrettanto che gli aggettivi non riescano a descrivere completamente le emozioni che riesci a suscitare.

Davide B. ha detto...

oh vice, ma che post lunghi che posti... Poi i tuoi reportage di viaggio li facciamo pubblicare in un libro come quello di quella smandrappata del Leonardo in Grecia, eh??