lunedì, febbraio 23, 2009

Oasis: life has never been the same since!



Eh già, certo, ormai hanno fatto famiglia e vanno per i 40, i Gallagher bros.
Cantano di tempo speso a far nulla sotto il sole pomeridiano, lunghe piste di coca che risolvono i problemi e speranze di riuscire a non crescere mai, ma hanno millions of pounds nei lorto conti correnti.
Il contrasto c'è ed è lampante. Con che coraggio mi urli di non guardarmi indietro con rabbia, quando quei pezzi li cantavi al tempo che avevi tutti i denti marci e ora, invece, hai la moglie popstar e il tuo bel culo al caldo?

Poi mi guardo intorno, nel senso che ripenso a sabato sera e attivo lo spleen dell'attimo in cui attacca lo sciabordio di Champagne Supernova, e rivedo un gruppo di 35enni sudati che salta, ride e si spinge, davvero felice. Non è forse un paradosso questo, 4 ormai uomini "in carriera" che si ritrovano in estasi ad urlare sotto il palco ad un chitarrista senza assoli e un cantante senza movimento?

Forse c'è un perchè: perchè, lo vogliamo o no, quei suoni sono la nostra vita. Ci legano a ricordi comuni, indelebili e soprattutto ci riportano ai nostri ventanni, inconsapevoli e mai sufficientemente rimpianti.

E quindi vadano in culo i commenti sul concerto o quelli stilistici sul loro suono, sugli album nuovi senz'anima, sulle finte liti e l'apaticità del frotman. Musicalmente sono la nostra vita, almeno degli ultimi 15 anni: e voi sapete a chi sto parlando!

Per me gli Oasis non sono certo un semplice concerto a Treviso, ma il momento condiviso insieme ai miei amici. Le risate e la gioia.

Soprattutto, saranno sempre quel gruppo di buskers che canta "Rockin' chair" a Lancaster Gate, o quel ciccione che calcia la lattina di Carlsberg e fischietta "She's electric" il 2, forse il 3 ottobre 1995 nel collegamento verso la Hammersmith. La linea rosa della Tube londinese, ma anche molto di più.
Sono gli interrogativi con il mio roommate di una vita sul recondito significato di "Wanderwall"...
Sono buona parte della mia vita, che nessuna recensione potrà spiegare. E so di essere in buona compagnia, vero crew?

A presto, kalinikta!

31 commenti:

Ghedo ha detto...

Kalimera Vice.
Where were you while we were gettin' fuckin' high?
E' la consapevolezza che diverse strade incontratesi tardi, ma comunque al momento giusto, si sono cementate anche grazie a loro.
E' la consapevolezza che l'unica cosa definitiva che si vuole è la permanenza di quella sottile linea di calore, colori e suoni che ci lega, anche grazie a loro.
E' la consapevolezza che loro sono i nostri Beatles (mi perdonino i puristi del pop inglese): 'noi che li abbiamo cantati e gridati' in un'età in cui ogni giorno era comunque composto da sunny afternoon, e che continuiamo a cantarli e gridarli anche con la cravatta nella tasca dei jeans vecchi stracciati e con le basette fatte crescere ad hoc.
E' la consapevolezza che la crew è fatta di anime che assomigliano tanto alla nostra amica (a dreamer dreams, she never dies).
E' la consapevolezza che la crew è la nostra vita e la nostra 'famiglia' anche grazie a loro.
Ed allora, come riporto sempre iin diversi frangenti: 'Stay young and invincible' dudes!

ev ha detto...

C'ho i bordoni, davvero.
Grazie. E' per commenti come questo che continuo a scrivere.

I'll try to wipe that tear away off from my eye...
Please, dream on (and keep on posting!)

Anonimo ha detto...

Vedete io non ho studiato musica, non ho frequentato conservatori e quando accendo la radio cerco solo emozioni. Non mi interessa l'originalità, le trovate geniali (che comunque talvolta affiorano) che appaiono così fredde, asettiche, da ricercatori. Cercavo un gruppo che cantasse di una mega sbronza con gli amici, di un tuffo in un mare fresco, di una corsa sull' erba, di un gol della tua squadra in trasferta, di un orgasmo con la ragazza di una sera. Cercavo un gruppo che abbinasse la poesia dei Beatles alla carica degli Stones, all' irreverenza dei Sex Pistols, alla durezza degli Who, che rubasse in giro due riff taglienti, li mettesse insieme e ti facesse saltare da solo come un matto dentro una stanza. Cercavo un gruppo fatto da ragazzi semplici come te che semplicemente "ce l' hanno fatta": se esci con loro potresti andare al pub a bere birra e parlare di calcio, del miglior album dell' anno, di quanto è bello l'ultimo giubbino comprato e di quanto ami i tuoi amici e la tua famiglia. Cercavo un gruppo che prima di suonare una chitarra, la indossa, che prima di accordarla, si guarda allo specchio. Cercavo un gruppo irriguardoso, diretto, genuino, senza peli sulla lingua, senza falsi e inutili moralismi, che disprezzasse il politicamente corretto perchè suonerebbe fottutamente ipocrita; un gruppo che non si lamenti del successo, della fama e dei soldi e anzi ne vorrebbe sempre di più, perchè chi urla ai loro concerti sogna quelle stesse cose e non li puoi ingannare. Cercavo un gruppo che non leccasse il culo a discografici, politici, colleghi e giornalisti, perchè non ne ha bisogno. Cercavo un gruppo che non si occupasse del riscaldamento globale (per quello ci sono già milioni di riviste); un gruppo per quale la musica non deve farti pensare ma semplicemente esaltarti, nel senso evadere, di portarti da un' altra parte, sia che tu abbia in mente una scorribanda tra soli uomini che una dichiarazione alla donna della tua vita.....
Non finirò mai di ringraziare Dio perchè io quel gruppo l' ho trovato.
Al prossimo concerto,
Vittorio

Anonimo ha detto...

..Treviso (circa) 3 anni dopo..certo con il terzo dei fratelli Gallagher come valore aggiunto..un po' stessa spiaggia, stesso mare..stessa mattonella del parquet, magari quella preferita da Tony Kukoc..forse per me un po' troppo de ja vu'..e per fare rima.."..e ci sentirai cantare gialloblù"..il vero inno della sempre magica Oasis night..aspettando Vasco Brondi..
Ste S.

ev ha detto...

A parte il "vedete" che fa molto DDV "persona perbene", per il resto Vi forse questo è la più bella stella tra tutti i bellissimi commenti che ho ricevuto in questi anni qua sopra.

Lì dentro ci sono anche io, ma al 101%!

E allora (e qui mi rivolgo anche a Ghedo, Spakka e chi vuole) perchè non pensare di celebrare davvero, con un concerto londinese a luglio?

Ghedo ha detto...

Here we are...just to dream on!

vittorio ha detto...

Grazie Vi dell' ambitissimo riconoscimento ma sono state parole scritte di getto, dritte dal cuore. Avevo già pensato ai gigs inglesi ma non me lo posso permettere a Luglio per via del lavoro, non posso proprio. Per quanto possa sembrare inconsistente dò già la mia disponibilità per il prossimo tour (però chi mi conosce sa che io mantengo la parola). A quel punto magari preferirei Manchester. Comunque se riuscite voi ad andare mi farebbe ugualmente un immenso piacere.
Stay Young,
VP

Anonimo ha detto...

Ciao ragazzi, eccomi qua per postare un mio, super personale, commento al concerto di treviso e spero proprio che dopo averlo letto non mi togliate il saluto..credo infatti che andrò in una direzione ben diversa da quella letta negli altri commenti.
parto così: a me il concerto di sabato scorso non è piaciuto più di tanto.
ora però mi spego perchè detta così sembra che non mi piaccia la musica degli oasis e non è assolutamente vero.
il mio commento è dovuto al fatto che avevo aspettative ben diverse.
quando vado ad un concerto, sarà perchè sto diventando vecchio, sarà perchè di mio sono già così, fatto sta che non mi basta sentire e vedere cosa mi viene suonato ma anche come viene fatto. e non mi riferisco ad aspetti tecnici su un certo assolo, su una stonatura, su un basso o una batteria fuori tempo: mi riferisco a come mi viene venduto quello che sono lì a sentire e vivere. in pratica non mi basta prendere il fagotto di emozioni che quella musica mi ha suscitato. in questo senso, ragazzi, credo proprio di essere addirittura ringiovanito rispetto ad anni fa perchè non mi basta vivere di un ricordo, sentire una canzone o un intero concerto di canzoni che hanno segnato la mia vita, l'hanno accompagnata e anche costruita per dire che è stato un bel concerto. quelle canzoni fanno già parte di me, sono inscalfibili, nemmeno un brutto concerto può portarmele via..ma se devo parlare del concerto lì ci deve essere anche altro..e quell'altro che ci deve essere lo chiamo "parlarsi", la chiamo "complicità". quando uno va sul palco, al di là del carattere che ha, del ruolo che deve interpretare, del tipo di genere musicale che suona, è un uomo nudo..la gente va apposta sul palco, è la droga di un artista quella di essere nudo e totalmente libero da tutto..quello che gli oasis di treviso mi hanno fatto vadere sabato scorso è che non avevano voglia di essere lì..io mi sono divertito perchè sono andato al loro concerto ma in realtà loro su quel palco non ci sono venuti..per lo meno non ci sono venuti con una intensità da oasis..per me il concerto perfetto è quello dove ci incontra a metà strada..anzi dico di più, il concerto perfetto è quello dove non solo la canzone ma anche l'artista che è sul palco, quella serà lì non in generale, mi prende per la mente e mi porta in giro..io credo che il bello di sabato sia stata la trasferta con gli amici, vedere voi e essere con voi a cantare, provare emozioni che proprio quelle canzoni lì mi fanno provare: purtroppo però tutto questo lavoro l'ho fatto io, l'avete fatto voi intorno a me, l'hanno fatto i miei ricordi e il bello di certe canzoni immortali..ma gli oasis di sabato sera non hanno fatto un passo verso di me, non mi hanno preso per la mente..loro semplicemente non si divertivano affatto..

Anonimo ha detto...

scusate, sono quello del posto sopra..mi sono dimenticato di presentarmi e poi di salutare..
lapsus o fatto apposta?
sono il Ciccio,
a presto ragazzi

Ghedo ha detto...

Ciccio, attendavamo con trepidazione il tuo post...non voglio dire che non dormissimo la notte, ma ci si è arrivati vicini!
Capisco benissimo ciò che hai scritto e, in parte, ne condivido il contenuto.
Il problema, però, è che al mio settimo concerto con i fratelli Gallagher posso dire che non li ho mai visti salire sul palco con la voglia di prenderti per mano ed aiutarti a spiccare il volo sulle note della loro musica, o almeno non lo ho mai visto nei loro concerti italiani ai quali ho partecipato.
Liam non è propriamente un animale da palcoscenico tantomeno un membro dei Kiss, e forse ci piace anche per questo: irride il pubblico del quale gliene frega poco; ma del resto lo stesso Vasco, una volta, in un'intervista, disse che del pubblico gliene fregava fino ad un certo punto: eppure c'è chi si ostina ad andare per 400ma volta al dallara a vederlo.
L'unico minmamente 'viscerale' potrebbe essere Noel, ma l'esperimento l'abbiamo già visto e provato: gli Oasis sono quelli e sono fatti così.
di certo ho visto concerti più trascinanti di questo, sia emotivamente che dal punto di vista della partecipazione: i Pink Floyd a Modena, nel 1994, non allungavano il microfono verso il pubblico per farlo partecipare.
Son fatti così e, nel rispetto e nella parziale condivisione di quanto hai scritto, dico che continuano a piacermi: stiamo invecchiando insieme.
P.S.: comincia a diventare un vero blog...

Anonimo ha detto...

eccomi di nuovo..
probabilmente ghedo hai ragione, non so..io ero al mio primo concerto degli oasis quindi non ho termini di paragone (dal vivo) con la stessa band.
quello che intendo e intendevo dire nel post precedente però, anche rispetto a quanto hai scritto tu, è che al di là di fattori musicali squisitamente tecnici, al di là del carattere dei singoli e della band nel suo complesso (quindi ci sta perfettamente un atteggiamento strafottente; ma c'era già ben prima di loro chi sputava al pubblico, insultava e sfasciava gli strumenti, non hanno inventato nulla quindi in questo senso..anche Vasco c'era già arrivato) critico il fatto che se parliamo di un concerto dal VIVO bisogna in qualche maniera essere vivi..almeno per se stessi..critico semplicemente il fatto che se ti presenti a cantare songbird con la stessa intensità, voce e pathos di supersonic e quest'ultima in maniera uguale, che so, a champagne è chiaro che non te ne frega una cippa di nessuna delle tre canzoni..ora, se non gliene frega niente a loro e io mi esalto comunque vuol dire che il concerto l'ho fatto io, l'ho pagato io, ho fatto la smacchinata io e così via..allora se prendo una ottima cover band nel pub sotto casa, musicalmente impeccabile (e per suonare gli oasis non ci vuole di certo un hendrix alla chitarra e un bono alla voce) e con una bella dose di fame di successo mi diverto uguale..perchè tanto il divertimento sta nel sentire quelle canzoni in compagnia dei miei amici e dei miei ricordi di vita vissuta..
tutto qua, volevo solo dire che ai concerti dal vivo mi aspetto non tanto di essere accompagnato dove non so arrivare, ma di andarci insieme a chi mi ha chiesto di venirci..
ciao a titti,
ciccio

Ghedo ha detto...

Ciccio, l'ultima frase mi è piaciuta parecchio!

vittorio ha detto...

Ciao Ciccio, che bello leggero il tuo commento e stai sicuro che nessuno ti toglierà il saluto! Mi aspettavo di leggere le stesse cose che hai scritto, nemmeno una in meno, da un vero fan di Bruce c'è da aspettersi questo ed è giustissimo che sia così!!!!
Il fatto è che per apprezzare bene un concerto degli Oasis bisogna conoscerli e sulle prime non riescono subito simpaticissimi..... Come ho scritto recentemente la loro più grande qualità di uomini più che di musicisti è la totale mancanza di retorica e di ipocrisia. Il frontman non ha bisogno di scorrazzare su e giù dal palco come una scimmia ("I'm not a Monkey")per riuscire carismatico; il principale compositore giusto oggi ha dichiarato che non gli piace suonare negli States perchè lì c'è gente che mangia la pizza ai concerti e che spera che si aggravi la crisi economica perchè nei momenti difficili viene fuori la musica migliore..... capisci? Sono questi, loro non leccano il culo a nessuno, prendere o lasciare. Sono spocchiosi, arroganti e ciò si traduce in un atteggimento sul palco che solo ai novizi può sembrare distaccato, ma che in realtà non lo è: se vogliamo è un atteggimaneto molto british di grande freddezza esteriore, poi però sono capaci di dchiarare che l' Italia è la loro "casa spirituale" per il calore che ricevono. Se poi chiedi loro se preferiscono stare in una super suite trombandosi una modella dentro una Jacuzzi oppure fare il sessantesimo concerto in novanta giorni nella marca trevigiana, non ci pensano due volte a risponderti la prima che hai detto. Ma vivaddio è giusto così! In un mondo come quello della musica pieno di falsità (bravissimo Mirko a citare Vasco, ci metterei dentro anche Liga)io preferisco chi mi parla diretto. Se poi vogliamo dirla tutta un loro concerto a Manchester con gente che parla la loro lingua cambia un pò le carte in tavola.... Si organizza smacchinata!

ev ha detto...

Ho letto più volte i vostri commenti, e la dialettica che ne è uscita è davvero molto bella.
Però mi pare si parli di concerti, mentre io nel post iniziale volevo appunto dire che, per quel che mi riguarda, con gli Oasis e pochi altri gruppi o cantanti (sì, anche Vasco) non si tratta di commentare la qualità di un pezzo, o la loro partecipazione in un "live", quanto di far rivivere la "liturgia" di tutto quel che si porta dietro, dai ricordi ancestrali ai panini all'autogrill con la crew, fino ai commenti in macchina sulle tipe alla nostra sinistra...
Sarò prosaico e blasfemo, ma mi scappa di paragonare tutto questo a quella che per mia mamma è la messa: qualcosa in cui si crede soprattutto nella misura in cui ci credono gli altri in cui credi, che va celebrato più che commentato, perchè ti rimanda a ricordi e piacevolezze che sono in qualche modo trascendenti. Che vanno richiamate o ricreate: solo gli Oasis e pochissime altre "cose" potevano riunirci in macchina quel pomeriggio, come qui ora.
E questo è lo stesso motivo per cui capisco chi va a vedere ancora, dopo 30 anni, i concerti di Vasco (o di Guccini, o di Springsteen): al di là del concerto che rappresenta in ogni caso il "mezzo", il recondito motivo sta nel godere dell'innesco di una situazione irripetibile data dalla compagnia, da ricordi comuni passati o che lo diventeranno, da sensazioni piacevoli... cosa che, ad esempio e per tornare ad un concerto recentemente visto insieme, i Coldplay - almeno nel mio caso - non riusciranno mai a darmi.

Magari però, allo stesso tempo, quel concerto mi ricorderà la sera in cui sono uscito con una ragazza, per questo solo con lei poi potrò essere in grado di ricreare quella dimensione, incomprendibile al resto del mondo... e lo stesso ci accade, ognuno a modo nostro, con le piccole e grandi passioni della vita: dall'andare al bar (bello o brutto che sia, ma il proprio) o in contrada (che vinca o meno), allo Stadio (anche se va male) o a correre (anche se si fatica).
Sono tutti desideri che credo non sia esagerato ritenere "ancestrali", almeno a me piace pensarli come tali, e per questo dico grazie agli Oasis per aver acceso quella luce quando hanno lanciato certi pezzi in cui ci siamo riconosciuti. Il concerto, quindi, non conta nulla se non a cercare di ricreare il momento, e ridonarci la magia della condivisione. Quello avevo cercato di dire, nel post.

Sono come una squadra di mezza classifica che seguita a fare zero a zero in casa, ma tutto quello che importa a noi è ritrovarci all'intervallo a ricordare le grandi prodezze del passato, magari organizzando la prossima trasferta insieme.

Stay young

Anonimo ha detto...

intanto un doveroso scusa al proprietario di questo blog perchè effettivamente la discussione sta pisciando un può fuori dal tracciato e io ho la mia bella parte in questo..
a dire il vero, in maniera forse molto incomprensibile, ha provato anche a rimanere sull falsariga tracciata dal capitano ev..in breve ho detto che sono perfettamente d'accordo sul fatto che in certi tipi di concerto ciò che conta è l'alchimia che si crea con i propri ricordi, con gli amici, durante la trasferta..però devo aggiungere che oggi come oggi, per me, tutto questo deve esserci ma non mi è sufficente: voglio, ho bisogno forse, che tutto questo si crei anche e insieme a chi, organizzando un concerto dalle mie parti, in maniera idealizzata mi ha invitato a quel concerto..se uno scrive canzoni che segnano la mia vita e poi passa dalle mie parti a suonarle è come se mi dicesse "salta su che andiamo a fare un giro"..
per il resto, vittorio, sapevo già della filosofia del i'm not a monkey..non la ritengo proprio riferita a bruce però, semmai mi offendo (in senso metaforico s'intende) per personcine come mick jagger, o vasco, o tutti i maiden da quando esistono..ma il concetto in questo ambito non è una questione di salti e km percorsi sul palco: è una questione di avere voglia o meno di interpretare, con la voce e nel modo di suonare (quindi anche stando fermi e seduti se si vuole), il testo e la musica che tu stesso hai inventato..non c'è niente da fare, se canti songbird come supersonic vuol dire che non hai voglia di cantare quella sera lì, non è una questione di scimmiette che saltellano..le scimmiette se le è inventate liam per giustificare pateticamente che spesso non ha voglia di essere dove deve essere..ma se avesse totalmente i maroni e non solo quelli da palco allora non avrebbe avuto bisogno nemmeno di giustificarsi..
in generale ragazzi non sto mica dicendo che voi sbagliate se dite che vi è piaciuto il concerto..voi avete perfettamente ragione, sono io che aggiungo, per me stesso, una esigenza che evidentemente voi non avete e che però mi ha fatto apprezzare di meno il concerto di sabato..aggiungo che gli oasis, volendo, sanno fare benissimo quello che intendo io: il concerto in dvd di manchester ne è un esempio, su you tube ce ne sono altri..il tutto gira su quel "volendo"..è un pò come a scuola dai:"il ragazzo ha tante capacità, ma si applica poco o niente"..
saluti a tutti,
ciccio

Ghedo ha detto...

Beh, io dico: fantastici. E non gli Oasis bensì noi, che abbiamo creato forse il più bel post di questo blog (Vice non me ne voglia, per carità).
Abbiamo ragione tutti e su tutto: non per fare il diplomatico, ma la diversa visione delle cose ci sta eccome.
Loro sono quelli e sono così: ad alcuni piacciono e sono piaciuti ad altri no.
Credo che Vice abbia ragione nel suo ultimo intervento, ma credo anche che Ciccio sia andato in quella direzione, più o meno apertamente e direttamente.
Per sdrammatizzare, mi a dig un quel: vengano altri 1000 concerti dei Ragazzi, anche algidi, purchè ciò voglia dire essere e vivere con la Crew!!
P.S. non toccatemi i Maiden, eh! Cmq, anche Dave Murray e Adrian Smith (che ho visto live ben 4 volte) non hanno mai saltellato sul palco: nonostante la presenza di Eddie sono sempre rimasti so British!

Anonimo ha detto...

bene..toccato i maiden apposta e visto l'effetto sperato..aggiungo per (s)drammatizzare anch'io che persino sir alex ferguson, considerata l'età e gli impegni è meno spento dei ragazzi quando va in panchina..e lui sarà British mi pare..e sir elton john? anche lui quando fa il suo lavoro, pur non saltando, di voglia ed espressività ce ne mette..e sarà British anche lui immagino..mi sa che si confondono i tratti british con i tratti dei rinco..
guardate, più ci penso più mi convinco che non erano loro, hanno mandato delle copie..loro erano, come dice Vittorio, a trombarsi, giustamente e coerentemente, una modella in albergo..
P.S.: non volevo offendere mica i maiden prima: musica esselsa, tecnica musicale strepitosa, presenza scenica da insegnare urbi et orbi..in particolare ai giovincelli di oggi..e loro ne hanno cavalcate di modelle in albergo..mi tolgo il cappello..

Anonimo ha detto...

di nuovo..
quello sopra sono io..
saluti a tutti e baci a ev,
Ciccio

VITTORIO ha detto...

Mi arrendo di fronte alla vostra sapienza musicale, vorrei solo aggiungere che per prima cosa quando parlavo del monkey non mi riferivo affatto a Bruce che quado solleva un sopracciglio è più espressivo e vero dei vari jagger, stype e peperoncini assortiti messi insieme..... per seconda cosa non condivido l'equazione "estrema compostezza sul palco = disinteresse" e per ultima che forse suonare al Palaverde di Carità di Villorba smuove meno che farlo al Madison piuttosto che a Wembley o al City of Manchester.....
Ma soprattutto, quel che più conta nella vita: WHO THE FUCK IS MAN UNITED?
http://www.youtube.com/watch?v=bpBXCmu0jtE

ev ha detto...

STOP!

Vi nomino ufficialmente Rob, Barry e Dick del Championship Vinyl de lamezzastagione.

Nei prossimi 14 post però parliamo di fikas :-)

ev ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Ghedo ha detto...

Che mondo meraviglioso, quello in cui viviamo!!

Anonimo ha detto...

buuuuuuu a ev..ci sono argomenti che a chiacchere non tirano dai..
parliamo di calcio e musica e viaggi..

ev ha detto...

beh, qui sopra in fondo è dal 2005 che lo faccio.....

vittorio ha detto...

Un ultimo spunto e poi giuro che mi taccio. Questa cover di una vecchia canzone dei Jam fatta in acustico da Noel mi ha fatto venir voglia di riabbracciare la chitarra: chi ne pensate? A me fa venire i brividi.

http://www.youtube.com/watch?v=ByUeXtwBDDM

ev ha detto...

Te prego noooooooooo!!

:-)

Ghedo ha detto...

Credo che i brividi vengano al pensiero di te che imbracci nuovamente la chitarra...

Anonimo ha detto...

l'ho sentita vittorio..fallo, imbraccia la chitarra, suona e canta..quei tuoi "falsi" amici prima o poi ritorneranno e se ne faranno una ragione..fai i tuoi sogni di rock'n roll e lascia loro e liam nei loro ricordi ovattati di ciò che fu..

Ghedo ha detto...

Ma quest'ultimo commento di chi è? Di Argio o Gulmi?

Anonimo ha detto...

di nuovo..
l'ultilo commento non firmato è il mio..
sono il ciccio..
vai vittorio, suona e canta

ev ha detto...

Come si vede che lo conosci poco...

:-)))))))))

E con questo, che dite si chiude a 31?

Ora scrivo del nuovo